NARDO' - "Balle, ecoballe e panettoni! Frequentemente i cittadini di Nardò si sono sentiti raccontare la favoletta di un salvifico panettone, indispensabile per poter attuare la corretta post gestione dell'odiata discarica di castellino".
Una favoletta, sentita raccontare tante volte e da tante fonti che un po' tutti, amministratori in primis, si sono convinti, o forse sono stati convinti, che questo panettone sa da fare. Il costo di tale panettone, circa 20 milioni di euro, è tale, da destare l'appetito di molti.
Quando, la famigerata discarica di Castellino superò le volumetrie previste dal progetto iniziale, che prevedeva il riempimento delle cave sino al piano campagna, sulla scorta delle cicliche, ricorrenti emergenze, furono concesse delle sopraelevazioni. L'ultima emergenza portò le autorità competenti a concedere una sopraelevazione definitiva di circa dieci metri rispetto al piano campagna, tale concessione prescriveva di sagomare il profilo della discarica conferendole una forma trapezoidale (esemplificando, a panettone), onde garantire le pendenze utili ad un corretto displuvio delle acque meteoriche.
Una prescrizione, cui, a suo dire, per forza maggiore la società concessionaria non poté ottemperare, per l'intervenuta anticipata chiusura. Ciononostante, alla discarica vennero comunque assicurate delle idonee pendenze, che a quanto pare, sino ad oggi, nonostante lo stato di abbandono in cui e stata lasciata, hanno adeguatamente garantito il displuvio delle acque meteoriche, e qualche piccolo ristagno di acqua piovana, attualmente rilevabile sulla superficie della discarica, è la riprova della tenuta stagna delle guaine stesse. Ecco la genesi della favoletta, scaturita evidentemente da una letterale, quanto interessata, interpretazione lessicale.
In effetti, nessuna legge parla di forme trapezoidali o a panettone, peraltro difficilmente rinaturalizzabili e integrabili armonicamente al paesaggio anche a distanza di decenni, bensì di assicurare le pendenze. L'ultima ipotesi avallata e finanziata dalla Regione che ipotizza la risagomatura della discarica con le ecoballe provenienti da Cavallino, è inaccettabile, in quanto, tale soluzione comporterebbe, di fatto, inevitabilmente la riapertura della discarica che tanto si è lottato per chiudere, inoltre, se tali balle sono frutto di un idoneo processo di lavorazione del rifiuto perché non vengono destinate allo scopo per cui sono state prodotte (CDR - combustibile da rifiuto -), e perché non vengono conferite alla termovalorizzazione?
Anche la risagomatura con inerti, sarebbe quanto mai inopportuna, e nell'arco di qualche anno si andrebbe a ripresentare il problema, in quanto i rifiuti tendono a degradarsi abbassandosi in spessore, invece lo spessore degli inerti rimarrebbe pressoché invariato, ciò andrebbe a variare nel giro di qualche anno nuovamente il profilo, vanificando lo scopo dell'intervento e provocherebbe delle tensioni sulle guaine che inevitabilmente nel giro di qualche anno si andrebbero a lacerare con le gravi conseguenze che ne deriverebbero. Tutti gli autorevoli tecnici consultati dai componenti della consulta dell'ambiente concordano sull'inopportunità dell'intervento in parola e lo definiscono un ennesimo inutile scempio di risorse economiche.
Risorse che dovrebbero essere recuperate dagli oneri di ristoro ambientale mai versati dai comuni conferitori e che qualora, ma la forma dubitativa è d'obbligo, dovessero essere recuperate, potrebbero, anzi dovrebbero, essere più proficuamente impiegate nelle tante necessarie opere di ripristino e riqualificazione ambientale di cui abbisogna il nostro martoriato territorio.
Massimo Vaglio (Responsabile regionale Lida),
Componente della consulta dell'Ambiente di Nardò
















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