NARDO' - Si è tenuta ieri la Commissione Ambiente presieduta dal Consigliere Salvatore Antonazzo sulla Condotta sottomarina dell'emissario del depuratore di Nardò.
I due tecnici dell'Acquedotto, incaricati di presentare il progetto, hanno voluto con forza rimarcare che lo stesso riguardava esclusivamente la realizzazione della Condotta a mare e non anche il collettamento dei reflui di Porto Cesareo verso Nardò e che, quindi, erano venuti a illustrare e dare ragguagli sui soli aspetti di questa infrastruttura e non su altre questioni, e per capire quale fosse la volontà politica in proposito.
L'ingegnere Formoso, in qualità di Dirigente del Settore Ambiente del Comune di Nardò, ha invece chiarito che, nonostante oggi si stia parlando della sola Condotta, in ogni caso il progetto per "Realizzazione opere per la normalizzazione della fognatura nera, l'adeguamento dell'impianto di depurazione a servizio dell'abitato di Porto Cesareo, relativo collettamento dei reflui all'emissario dell'impianto di depurazione di Nardò e realizzazione di una condotta sottomarina a servizio di entrambi gli abitati", rimane in essere, tant'è che la Condotta risulta tuttora dimensionata per accogliere gli scarichi di Nardò e Porto Cesareo.
Pertanto, alla luce di queste considerazioni che nulla aggiungono o tolgono rispetto a quanto già a conoscenza dei neritini, il nostro intervento si e' focalizzato sul fatto che il Comune di Nardò, con espressione unanime del Consiglio Comunale, si era già determinato negativamente sul progetto complessivo e quindi anche sulla realizzazione della Condotta sottomarina.
E' stato rimarcato, inoltre, come ancora una volta si stesse tentando di fare entrare dalla finestra un'opera che larga parte dei cittadini di Nardò ritengono possa interferire (e le motivazioni sono state ancora una volta ben spiegate dagli ambientalisti presenti in Commissione) con la qualità del nostro mare, e di conseguenza con ripercussioni a livello non solo di tutela ambientale, ma anche turistico, con implicazioni legate anche allo sviluppo socio - economico dell'intero arco jonico Salentino. Obiettivi, questi, che andrebbero invece perseguiti con l'allargamento dell'AMP al mare di Portoselvaggio. Circostanza quest'ultima finora osteggiata da una certa classe politica più propensa a scelte di retroguardia volte a difendere il particolare e il contingente.
Abbiamo, infine, stigmatizzato il fatto che il sindaco (ieri assente), nonostante l'impegno assunto davanti a decine di componenti il comitato NO TUB e per iscritto anche con il nostro movimento politico – culturale, non abbia proceduto con la costituzione al Tar contro la determina del Responsabile del procedimento dell'AQP, con la quale, bypassando le decisioni del Comune di Nardò, si procedeva ad affidare i lavori dell'opera.
Noi x Nardò
Mino Natalizio - coordinatore
Paolo Maccagnano - consigliere comunale
















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