NARDO' - Ultimo capitolo (per il momento) della mini-saga sulla pretesa di 28mila euro per il restyling di due rotatorie in zona Pagani-Posto di blocco. Pippi Mellone (Fli) e il consigliere provinciale Giovanni Siciliano viaggiano sulla stessa lunghezza d'onda e chiariscono: "A pagare non sia sempre la tasca di Pantalone, ovvero le casse comunali. Paghi chi ha sbagliato". Le altre puntate, con tutta la storia, qui: LINK 1, LINK 2, LINK 3, LINK 4.
PIPPI MELLONE - "Spiace constatare che il sig. Graziano Potenza non abbia compreso il senso delle nostre parole. Le sue affermazioni appaiono fuori luogo nei confronti di chi come noi opera nell'interesse pubblico e non per tornaconto personale. Non abbiamo messo in dubbio, infatti, il suo operato, la sua professionalità e serietà. A noi pare che 28mila euro siano una cifra importante da sopportare per le già martoriate casse comunali e prima di elargirle sarebbe il caso di fare qualche conto e valutare attentamente le responsabilità. Fermo restando, infatti, che è legittimo che il privato, diretto interessato, chieda una somma simile, appare altrettanto inusuale e fuori luogo che la richiesta sia sostenuta, oltre che da tecnici di parte, dal dirigente del settore.
Nei giorni scorsi ci scagliammo contro questa richiesta non per "motivi personali" o per "astio verso settori o dirigenti" in particolare ma perchè richiedere 14 mila euro (per ogni rondò) per la cura di un rondò e magari ottenerli, sarebbe un preoccupante precedente per chi si è "accontentato" dei parapedoni pubblicitari. Non siamo soliti fare affermazioni "per capriccio", siamo invece seriamente preoccupati perchè ancora una volta davanti ad errori (orrori) degli uffici dovrebbe pagare l'incolpevole cittadino!
Se congrua dovesse rivelarsi, infatti, la richiesta del sig. Potenza non dovrebbero essere i dirigenti a pagare per gli errori commessi? L'intempestiva segnalazione del comandante dei vigili urbani che ricorda, con ritardo e solo dopo nostra segnalazione, che la segnaletica nei rondò avrebbe contrastato con il codice della strada da un lato e dall'altro il dirigente del settore Lavori Pubblici che asseconda la richiesta di 28mila euro da parte di un privato a "cuor leggero", sono segnali pericolosi di un modo disinvolto di gestire il denaro pubblico.
Ci chiediamo, infatti, qualora per potatura, innaffiamento e concimazione di 2 rondò si rivelasse congrua tale richiesta, visto l'operato degli uffici, sarebbe giusto sottrarre queste risorse ai bisogni veri della nostra gente?
Ci chiediamo, in maniera retorica sia chiaro, un dirigente pagherebbe mai, di tasca propria, una somma simile per lavori svolti nella sua abitazione? Siamo convinti che in quel caso ci penserebbe prima cento volte e agirebbe con molta più parsimonia. Ma, come si dice dalle nostre parti, "sordi di laddhri, curecia larga".
Pippi Mellone,
Futuro e Libertà per l'Italia
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GIOVANNI SICILIANO - "Ritengo di dover puntualizzare una cosa: il signor Potenza o chi per lui nella formulazione delle dichiarazioni non ha interpretato bene le mie considerazioni in merito alla questione.
Un proverbio recita: "chi rompe paga e i cocci sono suoi". La ditta che ha curato il restyling delle rotatorie ha il diritto di esser pagata per quello che gli doveva esser dato in pubblicità ma non può pensare che a pagare sia sempre la tasca di Pantalone, ovvero le casse comunali. Io ritengo che questa volta gli uffici hanno preso un abbaglio. L'atto che ha portato all'affidamento di questi servizi è stato una cantonata madornale dell'ufficio Lavori pubblici che non si è preoccupato a priori di ottenere un parere dell'ufficio della polizia locale.
Al di là della cifra che reputo eccessiva, il signor Potenza dovrebbe avanzare la richiesta di pagamento al responsabile dell'ufficio. Solleciterò il sindaco affinché questa proposta di delibera non arrivi in consiglio comunale per essere riconosciuta come un nuovo debito fuori bilancio.
In sostanza paghi chi avrebbe dovuto già in tante altre circostanze precedenti e invece a pagare sono stati sempre e solo i cittadini di Nardò. Caro dirigente del settore Lavori pubblici, se la determina è vero che porta il tuo nome, questa volta tocca a te pagare perché non ci saranno consiglieri che alzeranno la mano in consiglio comunale per l'ennesima leggerezza dell'ufficio.
Invito, inoltre, gli altri gestori di aree verdi a presentare il conto per quanto hanno speso nel rifacimento delle aiuole".
Giovanni Siciliano,
consigliere provinciale
















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