LA CAVERNA DEL NANNI ORCO - L'articolo cade a proposito: C'è un significato nell'"apertura" di Risi a Casili sul Tubo? Sulle elezioni, invece, bisogna essere severi perché non c'è grande responsabilità in giro.
Ma il vero problema resta sempre quello della partecipazione e del coinvolgimento sulle questioni da parte dei cittadini. Proprio su questo, il titolo (provocatoriamente, ma non troppo) intende dare l'idea della situazione.
FACCIAMOLA “ALL’AMERICANA” QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE
Sin qui si è capito davvero poco. E che i cittadini possano finalmente contare.
La novità della legge regionale sulla partecipazione.
Scarsa brillantezza (per non dire scetticismo) pervadono questa campagna elettorale. E’ vero, è già iniziata, e manca ancora tempo, ma non c’è nessuno a Nardò che possa ragionevolmente dire come stanno veramente le cose. Prima osservazione: a cominciare dai candidati-sindaci, non si sa veramente quanti saranno davvero a confermare la loro candidatura. Cinque, quattro e forse tre soltanto. E’ chiara la difficoltà a ingranare, ma anche preoccupazione di non riuscire a “sfondare”. Anzi, per taluni di loro, la conferma della loro disponibilità a candidarsi è strettamente legata alla garanzia di assicurarsi buone se non ottime possibilità di farcela. Legittimo – direste – ed è vero, ma qui, come nella famosa pubblicità “vogliono vincere facile”. A vantaggio di chi, poi? E qui sta il punto. Perché (personalizziamola), Nardò aspetta e vuole capire quale sarà il suo futuro, dovendo parlare, necessariamente, di programmi, rispetto ai quali tanti sindaci o candidati alla carica (in ogni tempo), si son sempre tenute le mani libere. Nel senso che anche loro capiscono che è difficile confermare quello che si promette. Tanto, il tempo è “galantuomo”, soprattutto sul versante di non ricordare più la cosa, oppure ricordarla ma dichiarare un istante dopo che sono state poi le circostanze a impedire che si concretizzasse. E’ sempre stato così: per l’ospedale (requiem), per il porto turistico, bonifica della discarica di Castellino, dei due passaggi a livello che accerchiano la città, e per almeno una ventina di altre questioni.
Il cronista non pecca di ingenuità, nel senso che sa bene come vanno le cose, epperò forse è tempo di cambiare l’impostazione. Sino ad oggi ci si è affannati a individuare i candidati-sindaco. Nessuno, però, può credere al ruolo taumaturgico e sottacere tutti i passaggi necessari per formare una buona coalizione e saper poi procedere. Che il problema esista, anzi, si sia ancor più aggravato a causa della mancanza di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini, lo si registra ogni giorno di più (localmente, un’avvisaglia, tipo rondine di primavera, può essere considerata l’ “apertura” con dibattito del sindaco Risi al consigliere regionale cinquestelle Cristian Casili a proposito del “Tubo”. Vedremo di che cosa si tratta). Un problema così urgente da essersene accorta persino la politica.
Ci si riferisce all’articolato della legge regionale sulla partecipazione. Cioè, una norma che ha proprio nell’istituzione di un dibattito su ogni opera pubblica uno dei suoi punti di forza (mi ritorna … in mente il pasticcio del Piano Coste). Per la Puglia (che sarebbe la terza Regione in Italia a dotarsi di una norma simile, dopo Emilia Romagna e Toscana), siamo alle linee guida. Un processo delicato e complesso – come lo stesso Emiliano ha ammesso - con i dispositivi della legge che prevedono l’istituzione del dibattito pubblico per le grandi opere, obbligatorio anche per quelle di carattere nazionale. La cosa non può non ricordare la vicenda Tap e le polemiche che ha scatenato la proposta di far approdare il gasdotto sulle spiagge di San Foca. La stessa cosa può essere detta per le prospezioni e trivellazioni petrolifere in Adriatico (per la cronaca, una delle società interessate, la Petroceltic, ha pensato bene di mollare e girare al largo in cerca di altro petrolio). La legge intende altresì essere aderente alle necessità della comunità, prevedendo il monitoraggio e la valutazione insieme ai territori, agli amministratori e ai sindaci sull’attuazione del programma e un bilancio sociale di genere. Come sempre, poi, a voler rendere frizzante il contesto, ci si imbatte in qualche termine inglese, tipo “town meeeting” annuale con gli amministratori e una piattaforma open data per consentire una sorveglianza civica dei cittadini sul funzionamento dei servizi pubblici che possa consentirgli –tra l’altro- di monitorare gli appalti, sino ad aprire alla possibilità di progetti partecipativi.
Si dirà che l’impianto di questa legge (ripetiamo, ancora da completare) non è del tutto nuova. Anzi, c’è sempre stato e non averlo saputo cogliere in passato, ha procurato tante scelleratezze. Ma per una volta non c’è motivo di mostrare scetticismo, comprendendo l’importanza del provvedimento e augurandosene a breve il varo. Semmai, Il vero problema starebbe nell’effetto-sorpresa che avrebbero gli amministratori di turno, a causa di detta legge: dover constatare da quel momento di non sentirsi così indispensabili, vedendo anche quanta gente c’è in giro a capire (forse meglio) le loro stesse cose.
(Luigi Nanni)















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