NARDO' - Caro direttore, ma i youtuber o youdeficienter che filmano video, esistono anche nella nostra città e sono figli della “Nardò bene”?
Quello che è accaduto a Roma è agghiacciante. Dei ragazzini, viziati e nullafacenti, che bighellonano tutto il giorno, mentre erano alla guida di una Lamborghini, ad alta velocità filmano un video in un gioco di resistenza. Hanno concluso, tragicamente, la loro folle corsa, andando a sbattere su un'altra auto con a bordo una madre e due bimbi. Nel violento impatto hanno causato la morte di un povero bambino di 5 anni.
Per fortuna la sorellina e la madre, del piccolo, sono fuori pericolo.
Questi bulli si autodefiniscono youtuber, o meglio dire youdeficienter, e non è semplice nemmeno spiegare chi siano e che attività svolgano nella loro vita. Si tratterebbe di giovani, registrati in rete, che commentano videogiochi e si divertono lanciando battute, strilli e parolacce. In sintesi, stiamo parlando di ragazzini annoiati, magari con scarsi profitti a scuola, che su internet inseguono guadagni facili. Giovinetti chiusi nel proprio egoismo, che non vivono il presente e si proiettano solo nel mondo virtuale.
Queste scene raccapriccianti, per certi versi, le vediamo quotidianamente, con i nostri occhi, anche nelle nostre realtà cittadine: per l'intero anno scolastico, ormai trascorso, dove ha sede la scuola elementare in via XXV Luglio angolo via Foggia, negli orari di entrata ed uscita dei bambini, una moto di grossa cilindrata sfreccia ad alta velocità.
Una scena che si è ripetuta, puntuale, centinaia di volte davanti agli occhi dei genitori sbigottiti.
Con il pericolo reale, sempre in agguato, che anche qui capitasse l’incidente. Si è scoperto, in seguito, che il teppista metteva in scena quest’esibizione per fare il gradasso con le fanciulle.
Anche da via Napoli, via Aldo Moro e vie viciniori, sfrecciano motocross e vespe in un palcoscenico orripilante: ragazzini che (con marmitte scassate, diffondono un frastuono da “rottura” dei timpani) passano il loro tempo, divertiti e annoiati, a fare selfie, video e a prendersi beffa degli altri.
Come dice saggiamente Selvaggia Lucarelli, si lanciano in queste “sfide idiote”. Aggiungo, alla “bimbi minchia”.
Se questi, aspiranti bulletti, si possono concedere di guidare motocross, autovetture di grossa cilindrata, ciò significa che (al di là dei loro introiti) c’è un padre o una madre facoltosi, che gli regalano questi strumenti, potenzialmente, di morte e possono farne un uso dissoluto, come dimostra l’incidente di Casal Palocco.
Pertanto, per quale motivo, nonostante siano in vigore leggi anche severe, nessuna autorità “osa” bloccare le “sfide idiote”, di questi ragazzi, e previene gli incidenti?
Non rientra nelle competenze di polizia, carabinieri e polizia locale, impedire le insane corse?
Oppure qualcuno ha paura che i ragazzini, una volta fermati e controllati, possano risultare figli di amici degli amici della “Nardò Bene”?
La tragedia di Roma dovrebbe essere d’esempio per famiglie, scuola ed istituzioni locali, e dare una svolta: rieducare questi ragazzi viziati, e deficienti, facendoli rinsavire dalle loro indolenze quotidiane, riportandoli saldamente con i piedi “nella realtà”.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente















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