NARDO' - Caro direttore, “più che “cafonal” direi villani”. E, in assenza delle scuse da parte delle "Autorità", le faccio io.
Invio le mie scuse al direttore d’orchestra, e ai suoi professori.
Mi riferisco alla segnalazione di alcuni (zelanti) cittadini, intervenuti l’altra sera in Piazza Salandra per ascoltare L’Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento OLES.
Comunicavano che dei villani, “coprivano”, con le loro voci rumorose alcuni passaggi significativi del concerto.
Sottolineo, che uso il termine “villano”, perché quello di cafone m’è caro.
È stato attribuito per i nostri contadini del Sud, quando si ribellarono ai proprietari terrieri. Ricordo, con affetto, il caro professor Vittorio Raho che scrisse pagine memorabili sull’argomento. Dunque, non lo utilizzo in senso spregiativo.
La nostra bella piazza Salandra si presta come teatro di eventi eleganti e classici, meno ad esibizioni di grossolane volgarità.
La società cooperativa orchestrale, che si sono esibiti l’altra sera, nasce nel 2017 con l’obiettivo di salvaguardare, potenziare e modernizzare l’importante patrimonio musicale costituito da quarant’anni di attività concertistica e operistica dell’orchestra leccese (già Orchestra Sinfonica della Provincia di Lecce e Orchestra Sinfonica Tito Schipa), in possesso della qualifica di Istituzione Concertistico Orchestrale.
I professori dell’orchestra sinfonica, nel loro raffinato portale, scrivono:
È come se l'orchestra sinfonica fosse un immenso cuore, che grazie alla magia della musica, batte all'unisono per emozionare e trasportare l'anima di chi l'ascolta.
Davanti a tanta bellezza, c’è stata la “nota stonata” di taluni che avevano deciso di rovinare la festa a chi sa produrre suoni, e lo fa in modo eccellente.
Invio, come cittadino, con modestia le mie scuse al direttore d’orchestra, e ai suoi professori.
Visto che nessuna autorità, anche presente l’altra sera in piazza, si è degnato umilmente di farlo.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente
Pillole di resistenza
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