Il Comune di Nardò, nel mese di maggio, ha concesso autorizzazione e, contestualmente, consente di realizzare un nuovo impianto tecnologico di radiotelecomunicazioni per telefonia cellulare al gestore Iliad Italia s.p.a. in Nardò via Masserei. Un’area abitativa che da più di trent'anni presenta strade dissestate e non asfaltate.

Caro direttore, quando sono i cittadini a chiedere diritti, nessuno li ascolta, mentre davanti alle multinazionali tutti proni ed accondiscendenti!
Un gruppo di cittadini di Nardò, questa volta sono tutti disposti a far sentire la propria voce.
Il Comune di Nardò, nel mese di maggio u.s., ha concesso autorizzazione e, contestualmente, realizzazione di un nuovo impianto tecnologico di radiotelecomunicazioni per telefonia cellulare al gestore Iliad Italia s.p.a. in Nardò via Masserei. Un’area abitativa da più di 30’anni con strade dissestate e non asfaltate.
Un’antenna in una zona ad alta densità di popolazione, in Via la Vecchia Cava, via Masserei e vie viciniori, dove vivono almeno 200 famiglie.
La domanda che i cittadini rivolgono, alle autorità competenti, è questa:
“noi famiglie che abitiamo nelle immediate vicinanze di questa antenna 5G, e che presumibilmente avrà una capacità di 27v/m, dobbiamo o no preoccuparci per la nostra salute?”
E soprattutto, continuano,
“…gli amministratori che hanno accordato la realizzazione di questo impianto, si sono preoccupati di anteporre la tutela delle nostre vite, in particolare dei bambini e degli anziani, agli interessi dei gestori?
E questo interrogativo sorge nel momento in cui nella determina del Comune di Nardò si legge,
“…dato atto che in data 12 dicembre 2023 Arpa Puglia ha trasmesso al Suap nota con la quale comunica: a causa dei carichi di lavoro per compiti istituzionali e delle ridotte unità di personale assegnato per tali attività, seppur per tale istanza non è stato rilasciato il parere tecnico preventivo di ns. competenza nei termini normativi previsti, al fine di valutare il campo elettromagnetico circostante l’impianto è stata comunque eseguita una verifica del progetto presentato con relativa modellizzazione e le analisi di simulazione numerica, effettuate nel raggio di 300 metri dallo stesso, hanno dimostrato il non superamento dei limiti normativi, come si evince dal verbale di modellizzazione rif. ns. prot. n. 89236 del 07/12/2023”.
Il Decreto Gasparri, che ora è abolito, stabiliva una distanza minima dei ripetitori dalle abitazioni di 70 metri. Al momento, il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche non prevede più una distanza minima.
Ricordiamo che l'installazione di un ripetitore rappresenta un danno economico sia per l'immobile dove è posizionato e sia per gli immobili vicini. Questo perché determina una minore appetibilità sul mercato immobiliare. Accanto a questo, potenzialmente, ci possono essere delle importanti ripercussioni per la salute, che spesso si manifestano nel lungo periodo.
Molti Comuni in Italia, e in Puglia, nonostante le leggi in materia siano favorevoli a queste antenne, si sono rifiutati di concedere la realizzazione di questi impianti.
Ma il problema attuale, che più preoccupa le popolazioni, sono i nuovi limiti di emissione elettromagnetica per le reti di telefonia cellulare, che in Italia, che sono entrati in vigore in questi giorni. Con il decreto legge Concorrenza, voluto dal ministero delle Imprese e del Made in Italy: a partire da lunedì 29 aprile il limite è stato portato a 15 V/m (volt su metro, precedentemente era di 6 V/m).
Dunque, le angosce dei cittadini sono legittime:
il governo nazionale, e il Sindaco di Nardò, alla salute dei cittadini antepone gli interessi di una grande multinazionale. A maggior ragione tutto questo crea ansia se si pensa che è stata data realizzazione dell’impianto prima ancora di rilasciare il parere tecnico preventivo, la valutazione sul campo elettromagnetico.
Il limite dei 15 V/m ha generato le proteste delle associazioni ambientaliste che da mesi lo ritengono “una scelta pericolosa e insensata. Il motivo per innalzare il valore di attenzione per i campi elettromagnetici generati dalle alte frequenze è solo quello economico da parte dei gestori delle telecomunicazioni che intendono, dopo aver acquistato le licenze per il 5G, risparmiare sui costi delle infrastrutture.
Una soglia assunta senza alcun fondamento scientifico ma solo per agevolare imprenditori poco lungimiranti che rifiutano di investire e adeguare gli impianti. In definitiva questa è la ricetta della premier Meloni: più inquinamento ovunque, in barba al futuro dei nostri figli e nipoti.
Si cita ad esempio Lavagna, in provincia di Genova, il sindaco Gian Alberto Mangiante ha emesso un’ordinanza con la quale vieta su tutto il territorio comunale “qualsivoglia aumento dei limiti dei campi elettromagnetici ad oggi vigenti pari a 6 V/m e che nessuna ragione tecnica, tecnologica o economica potrà giustificare un aumento di tale limite con rischio alla salute per la popolazione”.
Cosa cambia con i nuovi limiti? “A cambiare sarà la densità di potenza, cioè l’energia assorbita dal nostro corpo che aumenterà di 6 volte tanto” ha spiegato Fiorella Belpoggi, a lungo direttrice scientifica dell’Istituto Ramazzini di Bologna, centro per la ricerca indipendente e la prevenzione del cancro e delle malattie di origine ambientale. Oggi Belpoggi è membro del Comitato scientifico dell’Associazione Medici per l’Ambiente (Isde) che da anni si batte sull’argomento.
Con questo nuovo provvedimento del Ministero, la salute non è stata per niente presa in considerazione. Avevamo questo limite cautelativo (6 V/m) e ora, aumentando la dose, si espone il nostro corpo ad una frequenza più elevata “, continua Belpoggi.
E sul numero indicato dall’Icnirp, “non è un limite di sicurezza per gli effetti biologici (come il cancro). Basta pensare all’utilizzo delle radiofrequenze a scopo terapeutico con cui i tessuti possono rispondere in maniera positiva.
Come si può negare che esistano degli effetti biologici? Il provvedimento del governo è un gran regalo alle compagnie telefoniche “.
Al di là dell’antenna, quello delle emissioni elettromagnetiche resta un argomento ancora poco conosciuto:
“Siccome non si vedono e non vengono percepite dai nostri organi sensoriali, nessuno crede possano far male. Ma essere esposti 24 ore su 24 è un problema, soprattutto per i bambini, gli anziani e le donne in gravidanza “. E poi c’è ancora la percezione del rischio che, in molti, associano alla sola antenna.
I cittadini CHIEDONO,
che si verifichi con urgenza il reale campo magnetico, le emissioni elettromagnetiche, dell’antenna posta in Via Masserei. È un nostro diritto saperlo!
Nei prossimi giorni, aggiungono le famiglie, se da parte degli organi competenti non ci saranno riscontri alle loro istanze, intraprenderanno iniziative di protesta e legali per bloccare l’uso di questa antenna nella zona.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente















Oggi a oltre ottant’anni da quei giorni, la giornata del 25 Aprile, ci parla con una forza rinnovata e urgente in un triste momento storico segnato da grandi trasformazioni, da nuove inquietudini e in mezzo...
La “Tumenica ti Pasca“(la Domenica di Pasqua) è il fulcro dell'Anno Liturgico e il culmine della Settimana Santa.
Anticamente, a Nardò, a mezzogiorno del Sabato Santo si scioglievano le campane che erano state “ttaccate” (legate, silenti) durante la celebrazione della “Coena...
La Pallacanestro A9 Nardò chiude la serie in due partite e conquista la semifinale playoff, imponendosi 77-72 sul campo della Pallacanestro Molfetta al termine di una gara gestita con...
NARDO' - Pubblichiamo una lettera aperta di un commerciante costretto, come tanti, a farsi il giro dell'isolato per sapere se il giorno dopo potrà lavorare.
NARDO' - Riceviamo da Gianna Marra, organizzatrice dell'evento, un dettagliato resoconto che apre lo scenario a nuovi appuntamenti sul tema.
NARDO' - Il concerto è un viaggio in tre tappe attraverso i modi in cui la musica abita il tempo: come Memoria, come Segno puro e come racconto condiviso.
NARDO' - Congresso del Circolo neritino di Sinistra Italiana: eletta la nuova segreteria e rilanciata l’azione politica sul territorio.