NARDO' - Caro direttore, non vi azzardate a “toccare” il professor Barbero!
Quando non hanno rispetto neanche di un uomo dotto e intelligente come il professor Alessandro Barbero, ormai non hanno nessuna considerazione per nessuno.
Descrivere qui i titoli accademici, la vasta produzione saggistica, i riconoscimenti di uno storico come Alessandro Barbero, non spetta di certo a me farlo. Gli scaffali delle librerie di tutto il mondo, le case di milioni di persone, nonché il web, sono strapieni dei romanzi storici e dei saggi di Barbero. Ma nonostante questo il governo italiano, nonché coloro che dirigono e gestiscono i social, hanno bloccato il video di Barbero, dove annuncia il suo voto contrario alla “schiforma” della giustizia voluta da questo esecutivo.
Barbero non è un giurista ma, non per questo, in qualità di cittadino e studioso non è titolato a parlare di cose che riguardano la società, le leggi, la giustizia, la nostra Costituzione.
Allora dico a chi, da secoli, ha la smania di inquisire e censurare:
perché una persona non dovrebbe manifestare il proprio dissenso verso una legge, e divulgare a tutti che voterà No al referendum sulla giustizia?
Ma non avvertite anche voi, tutti voi, la puzza di bruciato?
Non percepite il tentativo di mettere a fuoco norme costituzionali fondamentali della nostra Carta, partorite dalle nostre madri e padri costituenti?
E dico questo, perché nel mettere in atto l’obbrobrio legislativo di stravolgere la Costituzione del ‘48, hanno paura dell’opposizione e delle argomentazioni delle menti eccelse. Che la gente possa fidarsi più degli storici ed intellettuali, tipo il prof. Barbero, che di loro.
Oscurare e vietare è irrazionale! “Proscrivere” un intellettuale è da regime totalitario.
Ormai siamo al dispotismo, che si svela sempre di più ogni giorno. Oggi è capitato al professor Barbero, domani può essere oscurato chiunque, sul web e sui social.
Ovvio che il partito del premier, Fratelli di Italia, ha ritenuto legittimo la censura del video di Barbero. Nel classico motto, “Chi non è con me è contro di me!”.
Raccontare la verità sul referendum può essere pericoloso?
E ancora, perché non vengono eliminati i post di Fratelli d’Italia dove affermano che con il sì al referendum i centri in Albania funzioneranno?
La propaganda di Fratelli d’Italia dimostra proprio che ha ragione Barbero.
La nostra Costituzione, che ancora è in vigore nonostante i tentativi dei postfascisti e dei poteri forti finanziari e massonici di eliminarla, prevede chiaramente come garanzia per tutti i cittadini, protezione di democraticità ed antifascismo, la separazione dei poteri, quello legislativo, quello esecutivo e quello giudiziario. Ma cosa più importante, l’autonomia della magistratura.
Questa pseudo riforma costituzionale, a detta degli stessi promotori, non serve assolutamente a nulla nel senso del miglioramento e del funzionamento della giustizia. E questo Alessandro Barbero l’ha detto, come del resto lo hanno detto molte altre menti pensanti, e intellettualmente oneste, del contesto politico, sociale e istituzionale.
Penso a Gustavo Zagrebelski, a Massimo Cacciari, a Nicola Gratteri, tanto per fare tre dei nomi tra i più autorevoli e stimati.
Alessandro Barbero si inserisce, da par suo, e coglie come meglio non si potrebbe il vero scopo di questo ennesimo tentativo di stravolgere la nostra Carta Costituzionale, e l'assetto formale delle istituzioni democratiche. Dopo che questo governo è già intervenuto, pesantemente, con azioni di stampo autoritario.
E comunque, ribadisco, Non vi azzardate a “toccare” il professor Barbero!
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente















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