NARDO' - Siete tanti a chiederci: ma è stato un flop? Oppure: ma è vero che c'era un sacco di gente? Per questo il nostro inviato all'Avana vi racconta gli esiti di una serata che potrà essere speciale e resta un calcio d'inizio.
Caro direttore, un’Assemblea partecipata, ed affollata, per dire basta all’ayatollah in salsa leghista!
Ieri sera, giovedì 5 marzo, presso il Chiostro dei Carmelitani si è tenuta un’Assemblea democratica convocata dai movimenti ed associazioni di base, del centro-sinistra di Nardò, per avviare la discussione sul “Che fare?” per la prossima compagna elettorale comunale che si svolgerà nel 2027.
L’incontro crediamo abbia raggiunto il suo scopo, quello di incontrarsi e conoscersi per capire chi ci sta e chi no. Intanto, il numero dei partecipanti è stato più che soddisfacente: c’erano almeno 200 persone e molti, purtroppo, sono rimasti fuori i locali del Chiostro ad ascoltare gli interventi. C’erano singoli cittadini, e altri in rappresentanza di associazioni e partiti del centro e della sinistra.
Il giornalista Marco Marinaci ha introdotto gli argomenti in discussione, ed ha moderato il dibattito. Nella sua introduzione ha delineato un bilancio in negativo, dei quasi dieci anni, di questa amministrazione comunale di estrema destra. La domanda principale, rivolta a tutte/i coloro che erano presenti, è stata, “che città vorremmo adesso?” E poi, “come immaginate il rapporto tra la nuova amministrazione, la città e i cittadini?”
L’avvocato Marcello Risi, che coordina la lista Decaro Presidente e Nardò Liberal, intervenuto subito dopo Marinaci, ha evidenziato che prima di quell’incontro ci sono state altre riunioni. “Si è già, da tempo, aperto un dibattito, un confronto, con tutte le associazioni cittadine e alcune liste civiche, forze sociali e partiti politici che intendono costruire l’alternativa all’attuale amministrazione e alla politica, poco democratica, del suo sindaco. Costruire una scelta condivisa con coloro che si oppongono, a livello sociale e politico, a chi in questi anni ha voluto “sistemare le collocazioni”, per chi vive e deve continuare a vivere di politica in questa città”. Risi ha denunciato come centinaia di ragazze/i delle scuole sono da anni privi di palestre.
Di come c’è stato un accanimento sulle casse comunali. “Un sindaco che al posto di far giungere aiuti e sostegni alle scuole, ha preferito inviare le ruspe”. Lo scempio e l’obbrobrio (n. d. r.) della scuola di via XX settembre è ancora sotto gli occhi di tutti. Marcello Risi ha lanciato l’idea di una coalizione larga, dove possano riconoscersi le varie sensibilità progressiste, i moderati che oggi rifiutano la politica “dell’ayatollah, in salsa leghista”. “Il prossimo non può essere più un sindaco che non abbia mai lavorato. Dobbiamo cercare e ascoltare i giovani entusiasti e capaci, perché ritornino a studiare e a lavorare a Nardò”.
Poi è intervenuto il dr. Gerardo Vallone, delegato del Comitato cittadino per la tutela dell'ex ospedale di Nardò.
Cita Antonio Gramsci (e il cuore di molti in sala ha avuto un sussulto d’orgoglio. Si comprende subito che questo medico, dal volto umano, intende la politica come “nobile arte del possibile”) che odiava gli indifferenti. Sottolinea l’importanza della nostra Costituzione Repubblicana, in tema di diritto della salute. E che “molti cittadini di Nardò immaginano l’Ospedale ancora aperto, e in funzione. Appoggeremo il candidato sindaco che verrà fuori da questi dibattiti, in contrapposizione ad un sindaco attale affetto da disturbo narcisistico”. Vallone, in sintesi, ha invitato tutti ad essere partigiani.
Cosimo Caputo, ex consigliere comunale ed ex assessore nelle passate amministrazioni, ci ha tenuto a rilevare che “bisogna fare una campagna elettorale delle idee, contraria all’autoritarismo dell’attuale amministrazione”.
L’ex sindaco Rino Dell’Anna ha ribadito che, “bisogna liberare la città, avere tutti uno scatto d’orgoglio perché la gente ha paura di esprimersi, si nasconde, e questo è il sintomo che in questa città non c’è libertà. In molte zone del nostro paese sembra sia passato Attila. Dobbiamo mandare un messaggio, alle nuove generazioni, di speranza perché Nardò può e dev’essere liberata dall’oppressore”.
Poi è stata la volta del consigliere Lorenzo Siciliano, “chi è qui non si riconosce in questa amministrazione. Abbiamo davanti una sfida ambiziosa. Chi governa Nardò utilizza il potere per conservare il potere. La sfida è allargare la nostra comunità politica. La coalizione deve coinvolgere più persone, che negli ultimi anni si sono disimpegnate della politica. Mandare un messaggio che un’alternativa è possibile”.
Fabio Tarantino, neo Presidente della provincia di Lecce, è intervenuto ricordando che Nardò è medaglia d’oro al merito civile. (n.d.r. Il Comune di Nardò (LE) è stato insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile nel 2005 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Il prestigioso riconoscimento è stato concesso per la straordinaria accoglienza e solidarietà dimostrata dalla popolazione neretina verso i profughi ebrei nel periodo 1943-1947). E facendo tesoro di questo, “ci sono le condizioni affinché Nardò possa ripartire e cambiare. È un impegno che ha assunto, oltre a me, anche il Presidente Antonio Decaro. Dobbiamo mettere in campo un’alternativa di libertà per Nardò. Ritengo che davanti a noi c’è un’ampia scelta per lavorare e mettere in campo un progetto politico, un impegno partigiano, per far cambiare Nardò”.
Stefania Ronzino, di Nardò Bene Comune, nel suo breve intervento, ha detto che da tempo la sua associazione è al lavoro, insieme con le altre della coalizione, e che ci sono già due gruppi attivi che stanno effettuando studi per redigere un programma. Sullo scarico di liquidi reflui in mare, e l’altro sul Pug. Ha concluso con uno slogan, amato a sinistra, ricordando il caro Pino Daniele, "Tanto l'aria s'ha dda cagnà".
Maurizio Leuzzi, ex assessore, “Mellone ha un dissenso nella sua stessa maggioranza, e questo è dimostrato nella passata campagna elettorale regionale”. Rivolto a sinistra e moderati del centrosinistra ha detto, “siamo obbligati a stare insieme, qualcuno deve sacrificare qualcosa. Non possiamo più permetterci di perdere. Ci sono valori in questa città, da anni, calpestati dall’uomo solo al comando. Dobbiamo fare le liste e dovremmo candidarci tutti. Abbiamo avuto dieci anni di mal governo. Chiunque verrà fuori come candidato sindaca/o, deve rappresentare tutte le forze che faranno parte della coalizione.
L’ex sindaco Riccardo Leuzzi, “partiamo dalla base di chi ha sostenuto la candidata alle regionali, Graziana Ronzino. Anche se questa sera qui non c’è”.
Inoltre ci sono stati interventi di Riccardo Rossi, ex sindaco di Brindisi, di Simone Falangone e di Antonio Giuranna.
L’Assemblea di ieri ha dimostrato che le idee ci sono, le donne e gli uomini pure, lo spirito partigiano, democratico ed antifascista, è presente. Ora ci vogliono gambe, determinazione e impegno fuori dall’ordinario se davvero ci si vuole liberare dall’ayatollah, in salsa leghista uomo solo al comando. E se realmente si desidera che l'aria s' ha dda cagnà!
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente















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