NARDO' - Una lettura diversa dalle solite. E interessante.
Nascita - Il Natale non fa riferimento a nessuna certezza storica infatti il Vangelo di Luca afferma «Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto». La prima notizia sicura di una festa che celebri la nascita di Cristo, fissandone la data al 25 dicembre, si trova in un documento che risale al 336 cioè in epoca costantiniana.
La scelta di questa data fu determinata dalla celebrazione della nascita del dio pagano del sole che l'Imperatore Aureliano introdusse a Roma. Già a partire dal 274 veniva celebrata il 25 dicembre come dies natalis invicti e pertanto festeggiata come si conviene per una cerimonia di Stato. A questo sol invictus i cristiani contrapposero volutamente il loro Signore quale nuova luce, nuovo sole, il sole di giustizia (sol iustitiae).
Il Natale di Cristo era ricordato nei primi tre secoli e fino agli inizi del IV celebrando, il 6 gennaio l'Epifania (dal greco: manifestazione) in cui confluivano la nascita (nella notte tra il 5 e il 6), e la manifestazione a tutte le genti della Terra rappresentate dai Magi.
Capanna o grotta? - Grotta e capanna non vengono direttamente citate nei Vangeli canonici ma si è supposto che la mangiatoia citata nel Vangelo di Luca dovesse trovarsi in una stalla che, a sua volta, poteva essere in una grotta o sotto un riparo artificiale: una tettoia di legno o capanna.
Nei primi secoli dell'era cristiana è la tettoia ad essere più spesso raffigurata, mentre la grotta solo a partire dal VI secolo compare nelle icone bizantine. La configurazione tipica dei presepi pugliesi e napoletani e quella della Natività in una grotta sotto la montagna su cui compare la cavalcata dei Magi.
Magi - Solo nel VII secolo si comincia a raffigurare i Magi con la testa coronata ma chiamarli re è azzardato: il vangelo non li definisce così. I due animali della natività – Il bue e l'asino fanno la loro apparizione solo nel IV secolo in un affresco delle catacombe di San Sebastiano a Roma e dal V secolo in poi saranno sempre presenti nella Natività.
La famiglia di Gesù – Scarse e generiche le notizie fornite dai Vangeli: Giuseppe è il padre putativo; sulla base delle narrazioni di Matteo e Luca è solo il marito di Maria, madre di Gesù. I Vangeli non ci dicono quale fosse l'età di Giuseppe ma l'iconografia cristiana ce lo raffigura generalmente vecchio quando sposò Maria.
Dunque Giuseppe è obbligatoriamente vecchio mentre Maria è sempre rappresentata giovane e bella: infatti nel Protovangelo di Giacomo (uno dei Vangeli Apocrifi) Giuseppe dice “sono vecchio, mentre essa è una fanciulla! Che io abbia a diventare oggetto di scherno per i figli di Israele!”.
Una vera iconografia della Natività apparirà solo a partire dall'Editto di Costantino (313) e poi dopo il Concilio di Efeso del 431: dopo questo concilio e i seguenti che proclamarono in termini teologici il dogma della maternità divina di Maria, la Natività divenne tema d'arte e si ebbero le prime raffigurazioni sceniche coi vari personaggi ricavati non solo dalla narrazione di Matteo e Luca, ma anche dai racconti dei Vangeli Apocrifi.
Dr. Giuliano Rizzo (Nardò)
















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