NARDO' - In questo lancio troverete, oltre all'invito per stasera, anche un racconto dell'aultima fatica espositiva dell'artista neritino, tornato ad esporre dopo diversi anni.

Un monumentale koùros, posto lì a ricordare la classicità dell’arte, accoglie i visitatori della nuova mostra del maestro Gianfranco Russo, tornato ad esporre i suoi oli dopo davvero troppi anni. Ed è una mostra «robusta», quella che gli appassionati si aspettano di trovare nel centro di Nardò, nel nuovissimo spazio «Le stanze dell’arte», un ambito dedicato alle esposizioni a pochi metri dal castello degli Acquaviva, praticamente di fronte alla chiesa dei Paolotti.
La mostra «Memoria e archetipo» a cura di Michele Afferri si conclude stasera con la presentazione della cartella artistica «Nostalgicamente fiducioso e pacificato», realizzata a quattro mani da Russo insieme con lo scrittore Livio Romano.
Il nuovo impegno dell’artista vede tornare tutti i suoi temi più cari: gli altari degli dei, grandi conchiglie ricolme di frutti e elementi vegetali; le armonie barocche con antichi cassetti in legno che diventano contenitori di frutta; poi le cariatidi, i vassoi e soprattutto gli amatissimi altari alla natura: comodini in legno che accolgono piante e frutti ma che sanno alimentare il mistero e la curiosità dell’osservatore. Al loro interno, infatti, custodiscono arcani tendaggi e, sullo sfondo, mostrano l’apertura verso l’esterno: una piccolissima finestra circolare - la culla dell’anima? - dalla quale si diffonde una luce molto misteriosa.
Michele Afferri scrive di Russo e della sua arte che la ricerca è ultratrentennale che riflette sul recupero della memoria individuale. Ed è così veramente: l’artista ricorda ombre, chiaroscuri e sinuosi tendaggi prigionieri nella casa della propria infanzia che hanno fatto vibrare emozioni e sentimenti. Una casa paterna che diventa un universo simbolico, luogo della memoria e contenitore «archetipico» in cui tutto nasce ed ha origine: «da cui egli trae nel tempo - annota Afferri - sempre più precise allusioni ad una spiritualità animista intrisa di echi mediterranei».
















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