NARDÒ - Apprendiamo con tanto stupore che su questo pianeta ci sia ancora qualcuno che parli di omosessualità nei termini usati nel comunicato stampa da Lotta Studentesca, specificamente usando la storia raccontata da Povia, uno dei più grandi scienziati della nostra storia repubblicana e probabilmente del mondo.
E’ strano inoltre leggere testualmente che “l’odio contro il diverso è una cosa stupida e quanto di più lontano ci possa essere nella tradizione del popolo italiano e della tradizione che ispira la linea politica del nostro movimento” seguito poi da varie spiegazioni su come gli europride siano “maxi festini per le strade legati al sesso, che le battaglie omosessualiste - ringraziamo anche i ragazzi di LS per il neologismo, sul quale informeremo a breve l’Accademia della Crusca - mirino ad indirizzare tutti sull’unica strada dell’omosessualità, che si leghi l’omosessualità a problemi psicologici, ferite, tendenze, e che si parli di uno spettro che si aggira per l’Europa - chiamate gli acchiappafantasmi, oppure resuscitate Marx ed Engels, c’è il Manifesto del Partito “Omosessualista” da scrivere -”.
Nel comunicato stampa di LS ci si interroga poi su un fenomeno abbastanza inquietante: l’omofobia. Tale “paura” non avrebbe motivo di esistere, per il semplice fatto che “tutelare l’istituzione naturale tra uomo e donna, dire no all’adozione dei bambini da parte di coppie gay ed essere contrari anche solo alla parità giuridica tra coppie etero e coppie omo” non significa alimentare l’idea che esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B, ma probabilmente - nella loro concezione - è semplicemente un modo per difendere il genere umano da questi esseri cattivi e malvagi che vogliono distruggere la nostra razza e i nostri bambini.
Agghiacciante. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.
L’iniziativa promossa dall’Unione degli Studenti Nardò e dalla Commissione Pari Opportunità del Comune in data 17 Maggio è stata caratterizzata da alcune vignette legate al tema dell’omosessualità e dell’omofobia e dalla visione di un monologo preso dal film “Prayers for Bobby”, ed aveva l’intento di cominciare un percorso di sensibilizzazione nei confronti di una città che ha sempre guardato con molta indifferenza al tema. Quindi, niente europride e festini legati al sesso, anzi. Ci sembra strano che con voli degni di Pindaro questi ragazzi siano riusciti a collegare il nostro evento con una delle manifestazioni più importanti per gli omosessuali e non solo. Questi studenti “non omologati” dovrebbero partecipare ad un gaypride, perché la realtà è molto diversa da quella che ci viene presentata dai mass media: la manifestazione infatti ha il solo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla uguaglianza tra etero e omo, e vi partecipano omosessuali, transessuali, bisessuali, ma soprattutto eterosessuali, bambini, cattolici e non. Udite udite, vi partecipano vestiti e con qualche striscione o bandiera. La parte “goliardica” del corteo è quella minore, ma è quella che stranamente viene più esaltata dai media per rispondere alla necessità di screditare il movimento omosessuale, la lotta per i diritti e tutto ciò che di giusto c’è nelle rivendicazioni di quel corteo.
A nostro parere, la vera ed unica essenza della persona è l’essere uomini e donne. E nient’altro. Omosessuali si nasce, non lo si diventa e quest’orientamento sessuale non è legato a ferite, disagi mentali o quant’altro. Necessario è diffidare da chi ci dice che dall’omosessualità si possa guarire: molto più semplicemente infatti, senza scomodare esorcisti, psicologi e cantanti, se esistono dei dubbi, ci si rende conto in seguito di quale sia la nostra vera natura.
Ma veniamo al tema che più di ogni altro ha suscitato la nostra indignazione: negare l’esistenza di un odio verso l’omosessuale, come se tutti i casi di omofobia accaduti in Italia e nel mondo fossero un’invenzione. Assolutamente no. Le pugnalate, le violenze, i suicidi, gli omicidi, le sofferenze sono vere e sono sulla coscienza di tutti quei politici, quei cittadini, quegli studenti che ancora oggi credono che stabilire ciò che è naturale e ciò che non lo è, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato sia un loro dovere e un loro diritto. Esiste un unico diritto inviolabile e sacro: il diritto ad essere sé stessi! Stop. Tutto il resto è pura follia, è pura presunzione da parte di chi crede di potersi ergere a giudice inviolabile della natura delle persone.
La parità giuridica tra coppie etero e coppie omo è un segno di civiltà. Dare la possibilità di adozione da parte delle coppie omosessuali è simbolo di intelligenza. Dobbiamo infatti discernere la “genitorialità” dalla possibilità di procreare. Se infatti le due cose fossero indissolubilmente legate, chi, tra gli etero, fosse impossibilitato ad avere figli per vari motivi, non dovrebbe essere un bravo genitore. Niente di più sbagliato. L’essere genitori significa riuscire a trasmettere amore, affetto e protezione! Ciò che contraddistingue la famiglia, infatti, è solo l’amore e non il sesso dei due genitori.
L’odio è un sentimento che non deriva dal nulla, ma che per esistere ha necessità di essere alimentato. E chi diffonde l’idea che esistano cittadini diversi dagli altri, che i diritti siano possibili a metà, che non possiamo essere tutti uguali, è figlio dell’ignoranza e alimenta questo sentimento. Non siamo contro il dialogo, siamo semplicemente contro l’ipocrisia e la cattiva informazione. Non siamo parte del sistema perché difendiamo l’uguaglianza tra le persone, pensiamo che tutti meritino gli stessi diritti, che l’amore sia universale e non si possa legare al sesso ed all’orientamento sessuale, o perché crediamo che l’omofobia, così come il razzismo, il maschilismo e qualsiasi idea che lede la libertà altrui, esistano e siano da condannare senza se e senza ma. Siamo semplicemente UMANI.
Unione degli Studenti Nardò















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