NARDO' - La masseria Boncuri che dovrebbe rappresentare il simbolo della nostra civiltà contadina, dopo gli innumerevoli sforzi mediatici per farne un centro di accoglienza per i lavoratori extracomunitari oggi si presenta già in completo stato di abbandono, tant’è che lungo il suo perimetro hanno preso posto materassi, frigoriferi ed ogni genere di rifiuto facendone di questo luogo storico un “non luogo”.

Si è bravi a issare la bandiera della solidarietà e altrettanto bravi a non comprendere che dobbiamo ristabilire più in fretta un rapporto più intimo con la nostra terra, fattore primario di sostentamento della nostra comunità.
Gli amministratori di uno degli agri più grandi d’Italia, Nardò, dovrebbero rendersene conto. Eppure continuiamo a vedere un decadimento paesaggistico delle nostre campagne, sempre più prese d’assalto da una cementificazione selvaggia che ne sta compromettendo assetti morfologici, idrologici e naturalistici.
Questa nostra città sta perdendo il più importante “bene di rifugio” per il futuro: la terra! E senza terra non c’è identità, non esiste cultura, non ci sono stili. Noi immaginiamo per la nostra città un futuro diverso che consiste nel recupero degli edifici rurali, nella rivitalizzazione delle campagne, nella conversione di colture industriali, non più competitive per i mercati, verso la produzione ecotipi locali (riutilizzo di colture tradizionali), nello sviluppo di un turismo rurale che possa arginare il fenomeno della destagionalizzazione dell’offerta turistica.
E’ necessario un ritorno alla mediterraneità ed a una reale ripresa economica priva delle speculazioni finanziarie derivanti da esasperati processi di globalizzazione che hanno comportato una delocalizzazione dei fattori produttivi, compreso l’uomo. Il sistema capitalistico ha smascherato le sue profonde debolezze e con esso le finte promesse di una società occidentale che si nasconde dietro la chimera di un progresso che in realtà non c’è stato. Se pensiamo che, oggi, con un litro di benzina (circa 2 €) si possano comprare tre chili di pasta (0,70/cad), un kg di pomodori ciliegino (1,95 €/kg), circa due litri di latte etc., c’è da riflettere seriamente su quanto possa incidere la filiera lunga sulla busta della spesa per famiglia.
E’ evidente che bisogna correre subito ai ripari cercando di favorire sistemi di produzione locali che possano incrementare i sistemi di filiera corta con un abbattimento dei costi di trasporto e di posizionamento dei prodotti lontano dai luoghi di produzione. Per gli agricoltori ingannati dalle multinazionali delle sementi e dei prodotti chimici diventa insostenibile coltivare con il carburante agricolo che è arrivato a sfiorare 1,10 euro/litro, e pensare che nel 2010 il prezzo del gasolio agricolo si aggirava sui 0,50 euro/litro. Non ci si può più permettere di esternalizzare i problemi ambientali, vedi il caso ILVA, cementificare le zone paesaggistiche più importanti del nostro territorio (Cafari, Sarparea etc.) in un momento in cui la crisi internazionale sta mettendo a dura prova le speculazioni immobiliari e il cattivo governo dei territori.
Il nostro gruppo di lavoro 10 mesi fa propose a questa sorda amministrazione il recupero dei terreni dell’ex istituto agrario (25.000 mq di terreno altamente produttivi) per farne orti sociali che avrebbero permesso a 180 famiglie bisognose di attingere gratuitamente ai prodotti della terra per tutto l’anno. La risposta non c’è mai stata, tranne i grandi elogi, demagogici, di sindaco ed assessori. Esortiamo, quindi, i nostri concittadini ad occupare pacificamente i terreni comunali in stato di abbandono per restituirne la loro dignità produttiva. Ciò accrescerebbe fortemente la sensibilizzazione della comunità neretina verso i problemi ambientali del nostro territorio ed un ritorno ad uno stile di vita più sostenibile.
MoVimento Cinque Stelle Nardò
Sito internet: www.nardo5stelle.it
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