LA CAVERNA DEL NANNI ORCO - Si parla di "modelli" diversi di turismo ma anche del ruolo di tutti, non solo delle istituzioni. Infine un riferimento, coerente col discorso, sulle multe di Portoselvaggio. Alla fine ne usciamo davvero promossi, come territorio e come cittadini, ma con un monito: occhio a non cadere in tentazione.
TURISMO A GALLIPOLI, MODELLO CHE PUO' SCOPPIARE E NARDO' FA BENE A TENERSI ALLA LARGA!
Turismo del nuovo millennio. Ha fatto il giro d'Italia la foto che ritrae un giovane turista a Gallipoli dormire su una pensilina (sì, una vera pensilina, tipo quelle che si vedono alla fermata del bus; legittima la curiosità di sapere come abbia fatto a raggiungerla).
L'altra vera notizia è quella del povero ragazzo morto in discoteca. Erano le 6.30 del mattino e là ancora si ballava e beveva. Sino alle luci dell'oltre-alba. La parola più cliccata e commentata è stata "sballo", divertimento senza confini e limiti. Così si divertono i nostri giovani (a dire il vero, non tutti), ma non c'è motivo di fare la predica.
Per intervento del Prefetto di Lecce Claudio Palomba la discoteca resta aperta, nemmeno mezza giornata di stop, e pur rispettando il verdetto, francamente desta non poche perplessità.
Ma c'è anche troppa ipocrisia in giro, s'è visto in queste ore con dichiarazioni in libertà.
Nessuno, pertanto, può chiamarsi fuori.
Perché, poi, ti viene di fare un'osservazione: già lo scorso anno Gallipoli era sotto la lente d'ingrandimento. Si avevano molti elementi per correre ai ripari.
Se, dunque, la situazione è persino peggiorata, tutto ciò sta a significare che la catena di regia o di comando delle autorità preposte non ha funzionato al meglio. Per intanto le discoteche sono piene oltre ogni ragionevole limite, si servono alcol e cocktail a fiumi e, s'è visto anche questo, gli stessi gestori ben poco possono fare di fronte a spacciatori occasionali di droghe (purtroppo bisogna parlare al plurale), considerando l'ovvietà che, a fronte di chi spaccia, c'è chi la compra e poi la assume.
I gestori fanno quello che possono (ci sono davvero quelli a modo), ma altri alternano finta ingenuità e furbizia. Ora viene detto che le discoteche debbono chiudere alla tot ora, che debbono dotarsi di telecamere e dispositivi di pronto-soccorso e chi sgarra paga salato il conto.
Parole ascoltate altre volte ma che da sole rischiano di non bastare.
Tanto, per quest'anno, manca una quindicina di giorni alla chiusura e le Forze dell'Ordine, sempre sotto assedio e con uomini contati, potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo.
Tornando alla baraonda di Gallipoli, assediata dai parcheggiatori abusivi e lidi ...offshore , d'intesa col Prefetto, le autorità svuotano le case degli ospiti in sovrannumero. Per ragioni di sicurezza, di decoro, per i ... decibel, per la semplice vivibilità. Dieci, venti e forse più in un solo appartamento. Aspettando lo sballo serale notturno, in barba a regole e regolamenti che pure non mancano.
E di questo passo Gallipoli rischia forte, con l'associazione divertimento-sballo che fortemente la caratterizza. Siamo di fronte a un fenomeno con alcuni tratti inediti e non basteranno certo i vecchi "tavoli operativi" per risolvere l'emergenza.
Anche perché a questi dovrebbero essere invitati i giovani, con le loro sigle di appartenenza. Forse ne uscirebbe qualche contributo utile a migliorare la situazione.
D'altra parte, i giovani capiscono da soli come si debbano divertire. Meglio senz'altro, se seguono qualche consiglio (epperò, il povero sindaco di Gallipoli Errico, dimissionario in piena bagarre, è stato letteralmente "massacrato" rispetto a una dichiarazione sulla responsabilità della famiglia). Poi si è parlato anche del ruolo della Chiesa, della Scuola.
Come vedete, c'è esagerazione in tutto e non manca la confusione. La strada è comunque irta di difficoltà e si farebbe un grave errore a "isolare" i problemi: oggi, le discoteche, ieri i lidi, l'altroieri il fenomeno criminoso. Materia per quanti si dimostrino interessati. Ma, alla fine, tutta questa vicenda fa capire che ci si sta gettando a capofitto nel settore turismo e attività correlate, che faccia gola ai nuovi predoni, rischiando di imbarbarire una delle poche attività su cui il Salento può contare.
E' bene che ciascuno faccia la sua parte, col suo guadagno, col suo rischio d'impresa. Tutto, però, all'interno semplicemente della convivenza civile e della crescita di una comunità. Tutto il resto crea soltanto precarietà e allarme sociale.
P.S. Accennavo a Nardò e al suo turismo, per fortuna diverso. Si dirà, altre caratteristiche e forse è vero, ma già da tempo Nardò è avviato verso un altro modello, comunque sempre bisognoso di verifica. Non occorrono rivoluzioni, ma semplici interventi che servono a migliorare la situazione e garantire decoro.
Mi viene in mente, tra l'altro, il servizio del trenino-navetta a Portoselvaggio che decongestiona l'area e fa la spola col parcheggio della "Cucchiara" dove i turisti lasciano la loro auto e vengono poi riportati all'imbocco del Parco di fronte a Villa Tafuri. Il tutto gratuitamente.
Però, cerchiamo di smetterla con la raffica di multe giornaliere. C'è modo per risolvere il problema? A proposito di associazione mentale, detto di Gallipoli, non vorremmo proprio che di Portoselvaggio un giorno di dicesse che si trattava del "Parco delle contravvenzioni".















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