
LA CAVERNA DEL NANNI ORCO - ...accadrà così che del prossimo governo della città tutti potranno farne parte, compreso qualche gruppuscolo che nel frattempo vorrà formarsi appositamente sapendo dell’invito...
SUL NAVIGLIO DEL SINDACO RISI, CON MIGRANTI E RIFUGIATI RICHIEDENTI ASILO
MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE ,“ QUESTA O QUELLA PER ME PARI SONO” (dal Rigoletto)
Il Sindaco Marcello Risi si scopre protagonista di iniziative all’apparenza temerarie, con un crescendo che è sotto gli occhi di tutti. Da una parte revoca le deleghe ai suoi assessori, depotenziandoli e immiserendoli “per imprimere la massima forza all’azione amministrativa” – ha dichiarato - dall’altra apre all’opposizione (ma non l’aveva già fatto?), perché - ha confessato - “la politica non è il terreno dei nemici per sempre”. Una massima dal sapore evangelico. Per il risultato basterà aspettare.
In tutto questo colpisce il silenzio degli assessori (difficile credere che si siano detti d’accordo sul loro disarcionamento) e ancor più la scarsa azione di contrasto della stessa opposizione, indubbiamente in difficoltà e alla ricerca di una qualche strategia. Pertanto, Risi ha inteso stringere i tempi chiamando a raccolta i suoi per confermare il suo governo e, per conseguenza, il sostegno alla ricandidatura. Avanti, dunque, con la conta. Non c’è altra lettura da fare.
E’ certo comunque che, parafrasando una famosa pubblicità di dentifrici, “con quella bocca (Risi) può dire ciò che vuole”. A cominciare dal manifesto-maxi del “buon governo”, in risposta ad analogo del “malgoverno” affisso dall’opposizione. Stesso formato, stesse facce, stesso costo e argomenti ribaltati. Certo, stucchevole in entrambi i casi.
Non sappiamo quanta sostanza e necessità ci siano state nella revoca delle deleghe agli assessori e se serve dover notare qualche contraddizione e bugia Wolkswageniane . Perché, se tutto andava e va bene come sempre è stato ripetuto, non si vede quale urgenza si sia manifestata per fare quello che poi si è fatto, tenendo anche conto che mancano almeno otto mesi alle prossime elezioni comunali. Cosa dovranno fare “in più” gli assessori per avere la giusta gratificazione e cosa noi a questo punto dovremo noi aspettarci? Si rischia di tirare a campare e subire otto mesi di campagna elettorale per sentirsi anche rispondere (se e quando si chiederà il voto) che c’è “lu crussupinu” in lista. Non siamo molto lontani dal vero. E, comunque, Risi avrà avuto le sue buone ragioni.
Legittimamente pensa di poter ancora vincere e voglia guardarsi le spalle (anche dai suoi) non vedendo comunque giganti in giro (ma disarmare anche Falangone, in quanto vicesindaco, è stato un azzardo). Per quanto riguarda gli altri, in incontri più o meno ufficiali, gli ha fatto capire che tutto dipende da come loro si comportano. Insomma, li tiene saldamente in pugno. Di sicuro (verificato!), irritati col sindaco. Però, c’è da osservare che come si diceva un tempo (ma anche oggi) “tengono famiglia”. S’intende, politica, e stanno zitti. Nemmeno una parola, se non forse con moglie e qualche amico fidato.
Ma, certo, l’aspetto più appetitoso di questa vicenda, un concentrato di dichiarazioni altisonanti e impegnative ( capendo anche se si è soltanto agli inizi) è la stupefacente dichiarazione di Risi di voler aprire all’opposizione. Ripeto, l’ha già fatto e intende ripetersi. Un marchio di fabbrica. Ma stavolta lo slancio di generosità non è misurabile col metro umano e sfugge a ogni categoria interpretativa. Accadrà così che del prossimo governo della città tutti potranno farne parte, compreso qualche gruppuscolo che nel frattempo vorrà formarsi appositamente sapendo dell’invito.
Tutti su Palazzo Personè, ma soltanto per convivio, tanto non ci sarebbe nulla per cui scannarsi. E poiché in tutti albergherà la beatitudine celeste, ecco che per miracolo sarà facile riavere l’ospedale che abbiamo svenduto e per il risanamento di Castellino soltanto questione di ore. E, finalmente, dopo quarant’anni di discussioni finirà la storia di Nardò-prigioniera dei passaggi a livello. A questo punto Nardò sarebbe capofila di un esperimento politico di prim’ordine e tanti comuni che se la passano male non dovrebbero fare altro che prendere bene nota.
E allora sotto con l’unione delle “forze sane” “che si battono per lo sviluppo della città” e non chiamiamola cooptazione. Si è saputo che si tratta di Dell’Angelo Custode di “Obiettivo Comune” (nomen omen), ma l’invito è anche esteso al ridimensionato Mino Frasca, pur sempre un appetitoso boccone. Ripeto, legittima e umana è l’aspirazione al potere. Un po’ meno quando si edulcorano certi propositi e si usano argomenti retorici. “Abbiamo il dovere” è l’incipit di frasi fondamentali ma che rischiano qualche capitombolo.
“La divisione e l’odio generano arretratezza”, “in questo momento di fragilità e di incertezza le famiglie, i cittadini, i giovani, le imprese, chiedono speranza, coesione, stabilità”. Difficile non essere d’accordo. Buoni propositi ma che presto dovranno essere tradotti in prova, non conciliandosi bene con lo stato di cose. Però è presto per dare un giudizio definitivo sulla questione e giudichiamo questa chiosa come la prima puntata di un sequel che si prospetta davvero lungo.
LUIGI NANNI















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