NARDO' - O, più probabilmente, un mostro "è andato" a Santa Caterina e tra il farsi due passi, comprare un gelato alla moglie e ammirare il tramonto, si è anche macchiato di un crimine. Come dire: ma che persone sono, veramente, alcune di quelle che incontriamo al bar, salutiamo al supermercato, vediamo sui social?
UN MOSTRO A SANTA CATERINA. E NON C’E’ BISOGNO DI ANDARE AL CINEMA
I SEI CUCCIOLI GETTATI NELLA SPAZZATURA, UN CRIMINE IMPERDONABILE
Della persona (?) che a Santa Caterina ha gettato sei cuccioli appena nati nel cassonetto, vorrei guardare soltanto la faccia e non ascoltare nemmeno una sua parola. Sono certo che sia solo per una volta Lombroso avesse ragione. Quella persona (?), maschio o femmina fa lo stesso, ha un viso spregevole, occhi torbidi, sopracciglia ispide, pelle rugosa e labbra negate al sorriso. Se guardiamo poi un po’ più in basso, vediamo che hanno una pancia prominente (ma non aspetta … nessun nuovo nato, se donna; frutto di sempre cattiva digestione, se uomo). Eppoi, un’altra piccola curiosità: sapere ( ma detto da altri), cosa fa quella persona (?), nella vita (!).
Perché in tutti i casi possibili e declinabili, meriterebbe la gogna e la condanna esemplare (non c’è, però, nell’attuale ordinamento, l’accusa di omicidio o tentato omicidio; non vorrei che qualcuno dicesse che alla fine pur sempre di cani si tratta!). Quello che s’è verificato poche ore fa nella chic Santa Caterina al momento dello svuotamento del cassonetto nell’autocompattatore, con l’operaio della Ditta Bianco Igiene Ambientale (merita un premio!) che in extremis si accorge che in una busta chiusa si muove qualcosa (per l’appunto, i sei cagnolini), è una notizia terribile, da lasciare senza fiato. Sia che si ami svisceratamente il cane, sia che prevalga la neutralità e finanche il disinteresse. Quella persona (?) ha agito di nascosto, vive(?) nell’ignoto, sapendo di averla fatta franca. Di questo, però, non sarei sicuro, potendo essere avviate indagini da parte delle autorità competenti per accertare e scovare il responsabile. Non dovrebbe essere molto difficile. A Santa Caterina, in questo periodo, c’è poca gente. Vicino all’Oratorio (dove è successo il fatto) a qualcuno si potrebbero chiedere informazioni. Probabilmente si potrebbe anche rintracciare la mamma dei piccoli (ce lo direbbe il veterinario) e sapere se si tratta di randagio o di cane appartenente a una famiglia. Ovviamente questo non cambia i termini della questione. Insomma, una serie di accertamenti per arrivare al responsabile. Che può aver agito da solo o col “conforto” di qualche familiare o amico, cui bisognerà estendere il massimo disprezzo.
Quella persona (?) lombrosiana, volendo disfarsi dei cagnolini nati “nella sua proprietà”, poteva comportarsi in tanti modi, non sapendo nemmeno che ci sono i volontari, come nel caso in questione e i veterinari che generosamente si rendono disponibili. Poteva quindi chiamare il Servizio Veterinario, coinvolgere la stampa, persino abbandonarli in uno spiazzo erboso, mettendogli accanto, per placare la coscienza ?) una buona scorta di cibo. Che, comunque, data la brevissima vita, non sarebbe servito. La mamma dei piccoli li avrebbe facilmente raggiunti per allattarli.
Invece, ha preferito comportarsi ignobilmente, non meritevole di far parte del consesso umano (a maggior ragione di quello animale), sapendo poi che scorazza al mare o in città, fa la lunga fila alla posta e protesta per le tasse troppo alte. Insomma, attitudini e ragionamenti che potrebbero farlo rientrare tra gli essere umani, soltanto che di questa persona(?) nessuno sa niente e, pertanto, è difficile far breccia sulla sua moralità. Volendo poi scomodare impianti sociologici, aggiungeremmo che questa persona(?) è pericolosa anche tra i suoi simili, potendo essere adusa a comportamenti deplorevoli e gravi per tutte le conseguenze. Ma, è chiaro, si tratta soltanto di ragionamento teorico, sino a quando non si riuscisse, per contrappasso, a metterla nel …sacco.
Una vicenda gravissima che dovrebbe tutti interessare e, lasciando da parte pigrizia e indifferenza, ciascuno poter denunciare, come bisognerebbe fare, seppure, stavolta, “contro ignoti”, presentandosi al Commissariato di Pubblica Sicurezza o alla Stazione dei Carabinieri di Nardò. Per parte mia, farò il mio dovere cominciando a declinare le mie generalità:
Il sottoscritto Luigi Nanni, nato a Nardò e ivi residente ecc.















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