Succedono cose strane a Nardò e senza che ci siano conseguenze (almeno per il momento) al di là di sorpresa o meraviglia. Sarà frutto del disinteresse o malavoglia a seguire certe questioni. Ma anche stanchezza e rassegnazione. Ma andiamo per ordine. A spiegare.
QUESTA “NUOVA” MAGGIORANZA E’ UN “PESO LEGGERO” (dalla boxe)
E QUELLO CHE MANCA E’ SOPRATTUTTO CHIAREZZA E SINCERITA’
Succedono cose strane a Nardò e senza che ci siano conseguenze (almeno per il momento) al di là di sorpresa o meraviglia. Sarà frutto del disinteresse o malavoglia a seguire certe questioni. Ma anche stanchezza e rassegnazione. Ma andiamo per ordine. A spiegare.
A proposito di spiegazioni manca quella del sindaco Risi, rispetto alla “nuova giunta” andatasi a costituire. Verrà scusata l’insistenza, ma si torna sull’argomento per far capire che non abbiamo capito. La gente semplice fa sempre semplici ragionamenti. Seguite: abbiamo una “nuova giunta” dopo il ritiro delle deleghe agli assessori che dovevano servire – è stato detto - a determinare una sorta di nuova “spinta propulsiva”. Già a suo tempo non vennero ben compresi i motivi che avevano spinto il sindaco a prendere una simile decisione poiché – veniva detto – che tutto marciava a meraviglia. E non si comprende nemmeno ora, dopo che gli assessori (con Maglio sfilatosi) sono tornati in sella.
Il tutto nel ragguardevole tempo di una quarantina di giorni. Durante i quali (altro semplice ragionamento), Nardò è rimasta “senza governo”, almeno senza un governo nel pieno delle sue attribuzioni. E’ come se l’amministrazione avesse voluto prendersi un lungo periodo di vacanza (peraltro, si era nella bella stagione) per ritemprarsi delle fatiche di governare. Siamo d’accordo?
Ma se Risi marcia spedito verso “il suo legittimo interesse” (l’allargamento a dismisura della sua maggioranza, fossero anche figli spuri o variamente adottati e “nemici” che - evangelica allocuzione - “non si possono avere per sempre”), cosa fa l’opposizione a Nardò (esiste l’opposizione a Nardò?)?
Davvero un fatto curioso. In silenzio, senza frecce al loro arco. Cosa che ha sorpreso non poco. Tenderei a scartare l’inciucio. Semplicemente hanno lasciato fare, senza comunque protestare. Forse non hanno nemmeno capito.
Non è difficile ora comprendere che questa “nuova giunta” sia diventato un “peso leggero”, a otto mesi dalle prossime elezioni. Periodo visto come provvisorio e tutto rivolto verso una lunghissima campagna elettorale (già si chiedono voti in giro). In ogni caso, si tratterebbe anche di mettere le caselle al loro posto e fare qualche conto. Con qualche esempio.
Dell’attuale coalizione fa parte certamente la lista Partecipa, ma cosa succede (succederà) in un prossimo futuro dal momento che il coordinatore Riccardo Leuzzi ha dichiarato (per iscritto!) il suo diniego a sostenere la candidatura di Risi a sindaco, mentre l’assessore di riferimento Maurizio Leuzzi continua a sostenerla? En passant si ricorda anche che il consigliere Rocco Luci, o dei 400 voti, si disamora di questa maggioranza e si dichiara indipendente.
E’ facile a questo punto supporre che Risi avrà sempre più difficoltà a condurre compatta in rada questa maggioranza. Con i problemi che tardano a essere risolti. Si può dire, messa una pezza a uno se ne scopre un altro.
Non s’è fatto in tempo a stigmatizzare il ritardo con cui si procede per la messa in sicurezza della discarica di Castellino (campa cavallo! Al momento, formalmente ancora aperta), e il mancato chiarimento su procedure e prese di posizione dell’amministratore della discarica di inerti di amianto in località Castellino-Vignali (discusso ampliamento), che scoppia clamorosamente il caso che riguarda l’altro ampliamento della cava per frantumazione di inerti “Italsmal Srl” in contrada Pantalei-Castellino.
Una vicenda che richiede un immediato chiarimento e l’assunzione di responsabilità. Anche in questo caso deve farlo il sindaco Risi. Ma proviamo a raccontare i fatti.
La società “ Italsmal Srl” chiede l’ampliamento della sua cava (da 5 a 15 ha!) per la frantumazione di inerti dell’edilizia. Richiesta bocciata dal Consiglio Comunale, dalla Consulta dell’Ambiente e dalla Commissione locale per il Paesaggio. La “Italsmal Srl” (fa il suo interesse) lo scorso giugno ricorre al Tar e ottiene l’ampliamento. Che cosa si aspetterebbero a questo punto i cittadini di Nardò? Che l’amministrazione li difendesse e soprattutto salvaguardasse la loro salute (compito istituzionale, che spetta al sindaco) e presto si attivasse per ricorrere al Consiglio di Stato. Cosa che non succede, sino a scoprire che sono scaduti i termini per l’opposizione al Consiglio di Stato. Scaduti?
Anche in questo caso il sindaco Risi deve impegnarsi a chiarire per far emergere (ove sussistano) tutte le responsabilità, con nome e cognome. Chi abbia fatto marcire le carte in un cassetto. Ed è una cosa che gli conviene, per togliersi di dosso il sospetto che in tutta la faccenda ci sia il suo zampino, dal momento che non ha mai fatto mistero della sua posizione favorevole all’ampliamento della cava.
A questo punto non si potrà far finta di niente. E allora si utilizzino i prossimi giorni a chiarire in tutti gli aspetti la vicenda. A tal proposito, pienamente legittima e auspicabile appare la richiesta di Salvatore Antonazzo, presidente della Commissione Ambiente, per una verifica in ambito istituzionale, coinvolgendo nella vicenda i responsabili anticorruzione e trasparenza del comune di Nardò. In attesa.















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