POCHI TURISTI! E STAVOLTA NON C’ENTRANO MELLONE E RISI
Il turismo organizzato segna il passo mentre in località vicine si parla di “numero chiuso”
Stanno succedendo fatti importanti in ambito turistico che meritano di essere analizzati. Per quale ragione o convenienza? Certamente per il fatto di poterne fruire, considerato che quel settore è una delle componenti del nostro sviluppo. E, aggiungiamo, fortunati quelli che lo possono raccontare, facendo un semplicissimo esempio: nel momento in cui scriviamo ci sono turisti e alcuni bus a Lecce, Gallipoli, Otranto, Santa Maria di Leuca, (ci limitiamo alla provincia) e forse nemmeno uno a Carmiano, Leverano e Parabita. E allora tutto ciò significa che ci sono luoghi baciati in fronte dalla fortuna e altri che arrancano e debbono guardare altrove (nel senso delle opportunità).
E, dunque, entriamo nel vivo del nostro ragionamento per dire con chiarezza che da inizio d’anno a Nardò e territorio si sono visti pochi turisti. Qualcuno forse non sarà d’accordo, ma solo perché ci si accontenta o non sa cosa succede in giro. D’altra parte le cifre non mentono e andando ad approfondire la cosa vediamo subito che per Nardò i numeri sono davvero piccoli, quantomeno rispetto a località che restano nell’Olimpo delle vacanze salentine e ci riferiamo a quelle ben conosciute ( ma qualcuno si è montato la testa ed esagera: a Galatina, pensate, bisogna prenotare per tempo la visita alla Basilica sennò non te la fanno vedere e vogliono pure due euro per ogni sessantina di secondi di luce elettrica!). A Nardò, comunque, buona l’apertura delle maggiori chiese e di alcuni siti, ma alberghi che hanno lavorato poco o niente e altrettanto i B&B, in messianica attesa della stagione estiva. Pochi davvero, poi, i viaggi organizzati in arrivo, sia nel classico periodo del turismo scolastico, sia per quello sociale o variamente organizzato. Sotto questo profilo, dobbiamo farci venire nuove idee in testa.
Ha fatto impressione in questi giorni la notizia-boom che riguarda Lecce e che si riduce sia pure indicativamente alla necessità del “numero chiuso” in città. Ovvio, nel senso della regolamentazione dei forti flussi di visitatori organizzati e, conseguenza, per quello che riguarda la regolamentazione della visita a monumenti e siti vari. Si vedrà che anche in questo caso c’è dell’esagerazione e che a fare certe dichiarazioni sono esponenti che vogliono mettersi in mostra e fanno dichiarazioni in libertà.Tutto è partito dalle giuste rimostranze del vescovo di Lecce D’Ambrosio che si era accorto (comunque, cosa facile da scoprire) che in questi giorni la Cattedrale (ma anche altre chiese e monumenti) erano invase da turisti di ogni genere e da tanti ragazzi in viaggio d’istruzione. Tutti s’è detto - chi più o meno, vocianti e non rispettosi talvolta delle funzioni religiose in atto. Ma, credeteci, non è colpa dei ragazzi. Ha toccato il vescovo, persino un vecchio tasto, parlando senza mezzi termini di donne svestite se non “nude” che entrano in Chiesa.
Qui chiudiamo subito l’argomento sapendo che si parla di una vecchia e comunque trita questione. Alla fine, però, potrebbe trattarsi sempre di limitati “casi personali” (e forse sino a un certo punto. A Otranto, incredibilmente, all’ingresso della Cattedrale,si indica chiaramente, con testo e disegno, che “è fatto divieto di entrare in chiesa …in costume da bagno!”).
Tra le tante cose dette, poi, è spuntata l’idea di far pagare l’ingresso nelle chiese, volendosi “uniformare” a quanto succede altrove ( e, comunque, non ancora in Puglia). Se una cosa del genere la dice il vescovo, immaginate se i politici possono farsi sfuggire l’occasione. Sotto questo aspetto Lecce è stupefacente. Ogni tanto si accorgono di avere tanti turisti in casa e l’assessore o consigliere di turno perde la testa e la lucidità. Parlando di “ticket”, di dover prenotare le visite, persino di numero chiuso (manco si fosse a Venezia!), quando non ci si accorge che lo stesso orario delle chiese è ridottissimo e i servizi ai turisti languono (nemmeno bagni pubblici!), facendo infuriare Tour Operator che, ancora quest’anno minacciano di non mettere più piede a Lecce. Minacce che spesso e per fortuna rientrano, ma qualcuno, è bene dirlo, l’ha già fatto.
Si potrebbe aggiungere: beati loro che hanno quel gran bendidio! E in effetti è così! A tal proposito, come sta Nardò? L’abbiamo accennato. A mio modo di vedere possiamo paragonarla a un’ atleta (donna) che non ha fatto vedere tutto il suo valore oppure a uno studente per lo stesso motivo e se volete a un’ auto che in vita sua non ha fatto nessun tagliando. Insomma, se pure Nardò ha fatto passi avanti, dobbiamo però riconoscere che viaggiamo a scartamento ridotto (termine “ferroviario”; stavolta, niente senso figurato, i treni non ci sono nemmeno). La “fetta” di turismo che ci tocca (ripeto, stiamo parlando del turismo anche organizzato dei primi cinque mesi dell’anno) è davvero limitata e questa cosa sorprende considerato il grande patrimonio storico-artistico, la straordinaria area museale, la componente naturalistico-ambientale e spleo-archeologica, con l’eccezionale recente scoperta del Sapiens Sapiens nella Grotta del Cavallo, scoperta che ha fatto scalpore nel mondo scientifico.
E, dunque? Ripeto, non dobbiamo accontentarci di quei pochi turisti che vengono a visitarci. Che pure esistono e dobbiamo saper ben trattare (tasto un po’ stonato). Ma bisogna fare di più, molto di più, con idee giuste da mettere a frutto. E lo si fa investendo risorse umane e finanziarie. E per fare qualche esempio, si possono lasciare i grandi eventi alle loro passerelle, che non servono a molto; prestare, invece, maggiore attenzione a incontri limitati (ma più redditizi) con aree italiane ed europee. Dall’altra, per Nardò, creare le giuste premesse con eventi maggiormente riconoscibili e avviando collaborazioni con centri a noi vicini. Insomma, diamoci da fare e per una volta non parliamo di manifesti-monstre, anche perché stavolta (e per questo argomento) Mellone e Risi, impegnatissimi nelle primarie Pd, hanno davvero poche colpe e non gli si può gettare la croce addosso.
LUIGI NANNI















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