2019 - OROSCOPO (GENEROSO) SULLA PUGLIA
PIU’ ORECCHIO, PAROLA E CUORE E TUTTO SI AGGIUSTERA’ PER IL MEGLIO
Per una volta sarebbe il caso di affidarsi all’oroscopo, visto e considerato che non riusciamo e nemmeno tentiamo con le nostre forze di risolvere i problemi. Inizia un nuovo anno e, come sempre, punto e daccapo. S’intende, in senso negativo. Tra festeggiamenti, baldorie e cenoni variamente riusciti, spicca ancora una volta l’incapacità, limitandola a un singolo argomento, di mettere ordine sulla faccenda delle concessioni demaniali. Parliamo di mare, sempre al centro di contesa, come sfruttarlo, se farlo o meno tutto l’anno. Un’idea malsana. “Sfruttare” è il verbo che sempre più di frequente viene impiegato e succede di non farsi cogliere dal dubbio che invece il mare debba anche riposare.
L’attuale governo (comunque, al pari dei precedenti, anch’essi sordi e incapaci di mettere ordine al settore), fa l’ennesimo regalo ai balneari e nella legge di bilancio introduce la pesante (per tutti noi!) proroga di ben 15 anni!, aggirando la direttiva “Bolkestein” (dal nome del proponente) che conosciamo a memoria, però disinteressati rispetto a quanto l’Europa ci impone. Qualcuno penserà: ancora l’Europa!
Purtroppo ma anche giustamente è così, essendosi aperto l’ennesimo fronte, dopo che il governo è rimasto imbrigliato sulla manovra di bilancio. Anche stavolta è destinato a soccombere e non riuscire nemmeno a rispondere (dovrà, comunque, “giustificare”il suo provvedimento), poiché è sicuro che, come in passato, presto arriverà la conseguente procedura d’infrazione. Costo: 1,5-2 miliardi di euro!).
E per una categoria, quella dei balneari, che viene premiata senza forse meritarlo, assicurandosi di fatto il loro sostegno (voti) per ogni futura tornata elettorale, è augurabile che da parte di altrettanti, se non di più, ci sia resipiscenza e abbandoni, per condannare un’operazione che premia una singola categoria e punisce i restanti cittadini. Si vuole ricordare che con questo provvedimento si reiterano una serie di guasti: restano scandalosamente invariati i già risibili canoni, un bene comune viene di fatto privatizzato (una sorta di Cavallo di Troia; leggere alla voce: “spiaggia attrezzata”), con spiagge libere che in futuro si vedranno col binocolo e che, per l’appunto, la stessa multa europea andrà a ricadere su tutti noi. Un pessimo risultato.
E nemmeno tutto questo basta, se vogliamo restare in argomento, quantomeno nei paraggi. In queste ultime settimane è successo di tutto sul fronte (inteso, di guerra!) delle autorizzazioni e scadenze varie per la rimozione di pontili nei porti e dehors (traduciamolo con gazebo). La vicenda è ben complessa per riuscire a spiegarla bene. Vi basti sapere che nella materia di dette autorizzazioni si aggirano una miriade di Enti (Regione, Comune, Soprintendenza) che nella migliore delle ipotesi non dialogano, in altre talvolta sono in confusione e finiscono anche per farsi la guerra per davvero. Emblematico il caso della Soprintendente Maria Piccarreta (Le-Br-Ta), al centro di un feroce scontro istituzionale con diversi sindaci sulla questione dei pontili da rimuovere e con questi ultimi a predicare e voler convincere che non esiste antitesi tra tutela del territorio e sviluppo economico. Un bel concetto, sempre però ricordando (e richiamando i tanti abusi), che tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo… il mare.
Restando in tema, se vi affacciate a Otranto, vedrete gruppi di persone parlare animatamente e tutto verte proprio sull’obbligo imposto (scaduto il 31 dicembre) di rimuovere i pontili e liberare tanti esercizi commerciali dei classici dehors (sempre alla scadenza dell’autorizzazione) che consentiva l’attività all’aperto. Apriti cielo! Il fuoco incrociato è stato rivolto tutto sulla Soprintendenza accusata di cecità e anacronismo e soprattutto sulla Regione, accusata di incapacità nel mettere ordine e regole al settore, soprattutto nell’osservare evidenti difformità tra le diverse località salentine e pugliesi dove non sarebbe successo niente di tutto questo.
In coda, un paio di notizie di queste ore che non possono non aver colpito. L’una riguarda i Cara di Brindisi e Catania (centri di prima accoglienza per migranti, in attesa di rimpatrio). L’altra, la violenta azione criminale in stile-militare a nord di Bari a danno di un blindato portavalori. L’accostamento è ardito, ma vedrete che non è così! Per quanto riguarda il Cara di Brindisi ha fatto impressione quanto è emerso da un’ispezione istituzionale che ha sostanzialmente parlato di condizioni disumane, di un vero carcere. Nelle stesse ore il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, parlando del suo Cara, dichiarava di voler disobbedire al decreto-sicurezza (un decreto – ha aggiunto – che lede i princìpi della Carta Costituzionale), parlando anche in questo caso della situazione disumana in cui si trovano in quel luogo i migranti. Decisione choc e tutta da seguire, compresa la minaccia di Salvini.
E sempre in materia di decreto-sicurezza, per i tanti migranti dei Cara che sono in cattività (e che vorrebbero stare fuori e possibilmente essere accettati) ce ne sono altrettanti, italiani “brava gente”, che invece liberamente seminano terrore. Mi riferisco a quanto è successo in queste ore con l’assalto militare a un portavalori a nord di Bari (andate su youtube!). Strada statale 98 sbarrata dalle parti di Melitto, incendio di camion-barriera, bande chiodate, pala meccanica per disintegrare la cassa e kalashnikov che sparano all’impazzata.
Gran bottino e, per fortuna, stavolta feriti lievi. Altre sventagliate di proiettili, quella delle nuove leve del clan Strisciuglio al rione Libertà (sic!) di Bari per convincere i commercianti a pagare il “pizzo”, oppure quell’altra pistolettata all’auto del sacerdote don Antonio Coluccia in quel di Specchia, nel leccese, da parte di clan criminali. Ma quella dell’assalto ai portavalori resta una specialità, un marchio di fabbrica della mafia pugliese, più precisamente foggiana (vedi alla voce “mafia garganica) e che in questi anni ha messo a segno, tra l’altro, decine di assalti a furgoni-portavalori. Si tratta di bande criminali disposte a tutto e comunque ben monitorate dalle Forze dell’Ordine. Troppe, evidentemente, (le bande criminali) per riuscire ad assicurarle tutte alla giustizia.
LUIGI NANNI















Oggi a oltre ottant’anni da quei giorni, la giornata del 25 Aprile, ci parla con una forza rinnovata e urgente in un triste momento storico segnato da grandi trasformazioni, da nuove inquietudini e in mezzo...
La “Tumenica ti Pasca“(la Domenica di Pasqua) è il fulcro dell'Anno Liturgico e il culmine della Settimana Santa.
Anticamente, a Nardò, a mezzogiorno del Sabato Santo si scioglievano le campane che erano state “ttaccate” (legate, silenti) durante la celebrazione della “Coena...
Si è disputata al Palaflorio di Bari la fase regionale del Trofeo Scacchi Scuola (TSS).
NARDO' - Anche se tutta la storia ha beffato, in definitiva, tutti i neritini e quanti sono affezionati a Santa Maria al Bagno. Perchè inserita negli eventi del Gidro 2026 c'è Gallipoli e non...
NARDO' - Il concerto è un viaggio in tre tappe attraverso i modi in cui la musica abita il tempo: come Memoria, come Segno puro e come racconto condiviso.
A Nardò il silenzio non è una virtù, è un arredamento. Un bel tappeto di quelli spessi, di Bukhara o di Damasco, sotto il quale la classe dirigente locale nasconde la polvere a grani grossi con la...
NARDO' - Congresso del Circolo neritino di Sinistra Italiana: eletta la nuova segreteria e rilanciata l’azione politica sul territorio.