NARDO' - Un’iniziativa del Comune mal fatta, senza un preciso criterio. Un “Avviso Pubblico” sbagliato e che lascia tante perplessità. Dov’è l’ISEE, chiesto e richiesto per ogni situazione, senza tenere conto di reddito e patrimonio? Si pretende una risposta chiara da parte di questa amministrazione.
Si può dire, “bravo!” al Comune di Nardò, l’aver portato una settantina di cittadini anziani in gita a Locorotondo e Alberobello, in Valle d’Itria, domenica 3 dicembre?
Una scampagnata, visita e pranzo, a spese del Comune, per ammirare due tra le più belle località pugliesi (iniziative, come altre in passato, certo lodevole e che hanno riguardato tante amministrazioni, prima che le accampate esigenze di bilancio non abbiano poi rarefatto simili interventi). La nostra risposta è negativa. Bravo non si può dire, per il solo fatto che il Comune non ha fatto un buon servizio.
Questa la notizia “di contorno”, introduttiva, per poi subito dire che si è trattato di un avviso pubblico sbagliato. Per dirla in breve, su quel bus non dovevano esserci alcuni dei partecipanti che poi hanno aderito, analogamente su quel bus mancavano “anziani” che ne avrebbero avuto diritto.
E poiché non è la prima che volta si organizzano simili gite, ecco che si può tranquillamente dire che l’”avviso pubblico” “Gita anziani 2023” firmato dall’assessore al welfare Maria Grazia Sodero e dal Dirigente Area Funzionale 2^ Giancarlo Erroi, è sbagliato in nuce. In pratica, non l’hanno saputo fare, commettendo un grave errore. Non è stata una pratica fatta bene nelle loro mani. Di quali “anziani” si parla? Di coloro che prendono 400 euro al mese oppure 2.500 o più? Pari e patta? Non è la stessa cosa. Chi aveva diritto a partecipare? Non è dato sapere. Quante domande sono pervenute? Dove sta l’ISEE che viene richiesto obbligatoriamente in tante occasioni (esenzione di ticket, riduzione di una spesa, terme ecc.)?
Si dirà: “ma è soltanto una gita per trascorrere una bella giornata!”. D’accordo, soltanto che a dirlo potevano essere le persone “più adatte”, sempre riferendosi all’”Avviso Pubblico”. Volendo anche aggiungere che, per tali iniziative che hanno un indubbio valore morale, non basta la sola “Pagina” del Comune, ma ci saremmo aspettati qualche manifesto a pubblicizzare l’evento o almeno una piccola parte di quella grancassa che ha riguardato situazioni senz’altro meno importanti. Cosa che non è avvenuta.
Ma dove s’è visto (s’è visto!) che un Comune organizza una cosa del genere “per i suoi anziani” senza stabilire un criterio? Anzi, il solo criterio (testuale) per partecipare è stato quello di essere “residenti nel Comune di Nardò (Le), autosufficienti, di età pari o superiore ai 60 anni”. Hanno poi indicato il numero massimo disponibile di 75 partecipanti e con richieste ammesse in ordine di acquisizione. Si parte! Troppo poco, troppo vago. Sbagliato oltre ogni dire. Per benevolenza, escludiamo la malafede. Eh, no! Così non va. Qui manca davvero il criterio-base, fondamentale, che giustifica una cosa del genere. Altro che welfare! Diremmo, in questo caso, un welfare peloso di cui i veri anziani non sanno che farne. Mancava l’indicazione di reddito, del famoso ISEE che le amministrazioni chiedono per una qualsiasi cosa. Senz’altro basso, come sempre. Si evince che, superandolo, non si sarebbe potuto far domanda e quindi non partecipare. Ci aiutiamo con un esempio: non c’era l’indicazione di reddito e patrimonio ( è la norma!). Dunque, un partecipante anche con una pensione o reddito di tremila o cinquemila euro al mese poteva far domanda, ammirare Locorotondo e Alberobello e mangiare a spese del Comune. E dei “veri” anziani. E sempre parlando della gita organizzata, bisognava lasciare il posto a chi veramente ne avrebbe avuto diritto, considerando anche l’esiguità della misura in favore dei tanti anziani (perché soltanto settantacinque?).
Poteva toccare a quegli anziani che trascorrono sulle panchine una parte della loro giornata, ai tanti che non ne hanno saputo niente (eppure il Comune li conosce tutti, a uno a uno e, raggiungendoli, qualcuno si sarebbe accodato), a quanti una gita l’hanno soltanto sognata, ai tanti “veri” anziani che parlano sempre della difficoltà di andare avanti, della loro cattiva salute. E, finendo con mestizia, con l’accodarci ai rituali report para-istituzionali quando si considerano gli anziani, sia pure inconsciamente, un peso morto.
PS 1 Sempre in quell’Avviso (si ripete, sbagliato), c’era l’indicazione che i partecipanti dovessero essere autosufficienti. Su questo, niente da dire. Però pensiamo per un istante ai tanti nostri concittadini che non lo sono, che hanno una disabilità che possono superare solo con l’aiuto di un accompagnatore. Sappiamo di parlare di problemi gravi e delicati. Ma anche loro potrebbero avere il diritto di andare in giro e fargli fare una bella gita. In un prossimo futuro, semmai, comunicandolo in questi giorni, aspettando il Natale. E che non scappasse di dire al Comune che non ci sono soldi in cassa per farlo, dopo avere speso tantissimo per le luminarie. E poi può capitare che ci invitino per la Giornata “M’illumino di meno”. Comunque sacrosanta.
PS 2 Nella veste ultratrentennale di guida turistica abilitata per la Regione Puglia, ho accompagnato in gita decine di gruppi di anziani organizzati dalle loro amministrazioni comunali. Il criterio (mancante nell’Avviso del Comune) è quello del reddito, del diritto autentico a farvi parte, altrimenti si viaggia a spese (vere e non giustificate) dell’Ente Pubblico. Praticamente, a sbafo.
LUIGI NANNI















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