NARDO' - In Italia senza l’abilitazione specifica e l’inserimento in Albi professionali nazionali/regionali non si può esercitare la professione, ad eccezione del settore scolastico, nel quale si può svolgere l’attività ma con funzione di supplenza finché il posto è libero per mancanza di abilitati.
Lo stesso fenomeno, come supplenza o, meglio, come provvisoria funzione, senza alcun riconoscimento di esercizio perpetuo della professione, si è verificato nel settore delle guide regionali pugliesi.
Non vogliamo addentrarci nel merito della legislazione (assente/carente a livello nazionale e provvisoria a livello regionale) per la legittimità costituzionale o meno, ma far riferimento a quella legge regionale del 25/5/2012, n. 13, cui alcuni beneficiari del tempo fanno costante riferimento e dei cui benefici hanno fruito e intendono fruire.
Era e, di diritto, non sappiamo se lo sia ancora, una legge che, tra l’altro, chiaramente definiva l’esercizio di guide turistiche come esclusivo frutto del conseguimento dell’abilitazione, che si sarebbe dovuta sostenere a seguito di Bando pubblico (Regione/Provincia, che ora è in fase di smantellamento).
Senz’altro con oculatezza (ci si augura non per mere scelte clientelari) il legislatore ritenne opportuno colmare il vuoto informativo per i tanti turisti, che veniva svolto da persone che si ritenevano o/e erano esperte in tale settore, con il riconoscere, in via del tutto provvisoria e temporale, la funzione di guide solo a quanti, però, detenevano alcuni prefissati requisiti.
Non vi era, per esempio, il requisito della laurea -addirittura anche quella in Lingue straniere e quella in Beni culturali-, bensì, per esempio, vi era quello di aver svolto almeno 100 ore di tale attività, che -guarda caso!- era stata svolta, in generale, non si vuol dire illegittimamente ma, di certo, senza alcuna copertura legislativa.
Quindi, sì, una sanatoria di quasi-illegittimi e sempre sanatoria a tempo, cioè con scadenza inequivoca delle funzioni di guide fino all’espletamento del citato Bando.
Si trattava della modesta funzione di guide turistiche provvisorie oppure contingenti oppure supplenti, ma, a livello di titolo, niente affatto professionali, finché non si conseguirà l’abilitazione.
Una legge, fors’anche scaduta, che premiava chi si era dato da fare a fare la guida.
E chi attestava che tale servizio si fosse svolto, per esempio, almeno per 100 ore?
La Guardia di Finanza? Le Forze dell’Ordine? La Magistratura? Un organo ispettivo regionale/provinciale/comunale? E chi più ne ha ne metta.
La risposta è univoca: bastava che un’Associazione del settore turistico attestasse tale opera svolta per tale periodo di tempo, che la persona, toccata dalla fortuna della legge e dalla disponibilità della dirigenza dell’Associazione, fosse dichiarata «guida» ma pur sempre provvisoria, cioè a tempo.
Né la laurea e la non laurea, né il titolo di studio specifico e il non titolo di studio specifico, né il corso di formazione e il non corso, ma era solo la disponibilità dell’Associazione che assegnava la targhetta di «guida turistica».
E di questo si gode ancora. Ma fino a quando? O non si è scaduti?
E se questa è la situazione, perché dopo il chiacchiericcio da trivio su facebook, con l’amplificazione di compari e comparelli, scacalli e sciacalletti, «chattanti» e «chattantetti» si insiste ancora anche -e finalmente, grazie a Dio- sulle pagine dei siti online, che garantiscono quella serietà necessaria per un confronto? Se è per un serio confronto, eccoci!
Si è parlato della storia delle attuali «guide turistiche regionali» provvisorie… e che dire della particolare situazione di Nardò?
Se rientra, come rientra, in quella già descritta, ci sarebbe da rimarcare il comportamento di alcuni, che hanno cercato di infangare la dignità di persone chiamate in causa con un linguaggio acrimonioso e dequalificato… ma lasciamo stare: ognuno si presenta con il proprio bagaglio!
Non si possono, comunque, sottacere alcuni riferimenti.
Si è scomodato il Vangelo e la Chiesa, nel momento in cui si esalta la «cacciata dal tempio», quando il parroco della Cattedrale, don Giuliano Santantonio, affisse alcune «tesi», per cui chi non era «guida turistica» professionale non poteva accedere con turisti in chiesa per l’illustrazione storico-artistica.
Guarda caso -e non si tratta di miracolo!- proprio don Giuliano, ovviamente ripensando, ha tolto l’avviso. E allora?
Guarda caso -e non si tratta di miracolo!- per le «chiese aperte» non si richiede il titolo di «guida», ma di «esperto». E allora? Possiamo farlo anche noi: Aldo Lega, perché presidente del Centro Turistico Giovanile “Osanna”, abilitato, così come ha generosamente fatto, a rilasciare quella famosa attestazione delle «100 ore»; e Mario Mennonna perché, tra l’altro, elabora anche guide turistiche -non con fandonie: tali sono per chi è ignorante e non è capace né di leggere né di capire!-.
Si è scomodata la Pro Loco di Nardò, organizzatrice dell’importante e qualificata manifestazione «Borgo in festa». Questa con motivata attenzione, visto il positivo apporto dello scorso anno, ha ritenuto anche per questa edizione invitare il gruppo degli Animatori Culturali del Centro Turistico Giovanile, che, però, ha rinunziato per non innescare polemiche.
Si è voluto far apparire, con persistente cattiveria, che i componenti avessero richiesto l’«obolo» ai turisti. Non è affatto vero, perché la parte finanziaria era legittimamente gestita dalla Pro Loco, mentre squallida rimane la presenza in luoghi strategici, come piazza e sagrati di chiese, di persone «cartellinate» come guide per pietire qualche richiesta con obolo da parte di turisti.
Sulla preparazione o meno degli operatori ci sarebbe da dissertare…ma ancora una volta con certezza si sa che non è il pezzo di carta che assicura la non ignoranza, né il legame gretto a dicerie leggendarie più che a documenti storici garantisce la conoscenza…Si tratta, poi, di sapere da quali fonti si attinge e con quale spirito di accoglienza ci si pone…ma anche qui si dovrebbe dissertare a lungo…
Coloro che hanno frequentato il corso hanno vissuto verifiche con i propri docenti, conseguendo il titolo di Animatori Culturali; hanno ricevuto attestati di merito da parte di coloro che hanno avuto l’opportunità di ascoltarli; hanno gratuitamente offerto le loro conoscenze.
E si potrebbe continuare, ma, alla fine di tutto, non si può che precisare che gli Animatori Culturali, di cui sopra, hanno seguito un corso gratuito di oltre 100 ore con docenti di spessore e hanno maturato già oltre 100 ore di esercizio delle loro specifiche competenze e, in quanto iscritti al Centro Turistico Giovanile, di guide turistiche per iscritti di qualsiasi Centro Turistico Giovanile a livello nazionale.
Se questi avessero operato in tal modo qualche manciata di mesi prima, avrebbero anch’essi conseguito il titolo provvisorio di «guide turistiche» regionali con motivata dichiarazione del Centro Turistico Giovanile, ma senz’altro non avrebbero con cattiveria, arroganza, malafede e gratuite invettive attaccato altri giovani, che, pur volenterosi e con un corso specifico alle spalle, non si erano trovati nella fortunosa e generosa condizione, in cui, invece, alcune maldicenti «guide turistiche», pur sempre provvisorie e a scadenza immediata, senza alcun corso di formazione e senza alcuna abilitazione, si sono trovate dalla sera alla mattina.
Aldo Lega, presidente Centro Turistico Giovanile “Osanna” – Nardò
Mario Mennonna, direttore dei Corsi di formazione di Animatori Culturali
















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