NARDO' - Giacevano da decenni a Taranto, ora saranno esposti al Museo della Preistoria

Nelle ultime settimane hanno fatto rientro a Nardò manufatti e fossili in gran parte risalenti al Paleolitico e provenienti dalle Grotte del Distretto Archeologico di Portoselvaggio, contesto sempre più apprezzato e approfondito da studiosi ed esperti a livello internazionale. Tutto il materiale era custodito nei depositi della Soprintendenza di Taranto, dove giaceva da decenni, e sarà ora esposto nel Museo della Preistoria, che sarà aperto e fruibile nei prossimi giorni. Nardò “culla d’Europa”, dunque, vede arricchirsi il proprio patrimonio culturale grazie al rientro di migliaia di reperti archeologici che raccontano la sua storia più antica.
Infatti, il prezioso giacimento archeologico all’interno del Parco Naturale Regionale di Portoselvaggio - Palude del Capitano riferibile al Paleolitico, costituito da otto siti in grotta, ha evidenziato un’intensa frequentazione prima di gruppi neandertaliani e successivamente di sapiens. Di questi ultimi si conservano a Nardò i più antichi reperti antropici d’Europa. Gli studiosi internazionali hanno cominciato ad indagare questo patrimonio a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso e lo stesso ha ancora un potenziale di valorizzazione fino ad oggi inespresso, la cui rilevanza e unicità sono tali da poter inserire il territorio neritino tra i principali nodi culturali di Puglia. Il Comune ha già individuato le risorse per le necessarie indagini sui reperti prima della loro esposizione, nella convinzione che il Museo della Preistoria e il Distretto Archeologico di Portoselvaggio daranno un significativo contributo alla crescita culturale e turistica della città.
“Non a caso - spiega l’assessore all’Ambiente, Parchi e Aree protette e Musei Mino Natalizio - si sta lavorando ad un progetto che coniughi sviluppo scientifico, sociale ed economico attraverso la valorizzazione del patrimonio archeologico riferibile al Paleolitico, il centro storico nel quale trova sede il Museo della Preistoria, e il Parco. Il tutto in funzione di un’economia turistica che prenda in considerazione le emergenze del territorio e individui nella destagionalizzazione e nella qualità dell’offerta gli strumenti più efficaci di crescita”.
L’elenco dei soggetti e dei rappresentanti istituzionali che hanno lavorato per il ritorno “a casa” dei reperti è lungo: i competenti uffici comunali e l’assessore al Bilancio Gianpiero Lupo, la Soprintendenza archeologica Belle Arti e Paesaggio di Brindisi, Lecce e Taranto nelle persone della Soprintendente Maria Piccarreta, di Laura Masiello e Giovanni Nardin, l’Assessore Regionale alle Industrie Turistiche e Culturali Loredana Capone, il Gruppo Speleologico Neretino rappresentato dal presidente Vittorio Marras, il direttore del Museo della Preistoria Filomena Ranaldo insieme al suo gruppo di lavoro. Il sindaco Pippi Mellone ha voluto ringraziare tutti quanti per questo importantissimo risultato per la città di Nardò.
















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