NARDO' - Matteo Renzi arriverà in città a novembre. Una decisione presa dopo aver ascoltato le preoccupazioni dei due consiglieri comunali che, insieme alla viceministro Teresa Bellanova, lo hanno incontrato in un angolo riservato a Lecce, nei minuti successivi l’iniziativa per la presentazione del suo ultimo libro.
A stringergli la mano – ed il momento è rimasto impresso nell’immancabile selfie – sono stati Daniele Piccione e Lorenzo Siciliano, i due consiglieri che stanno tenendo testa con assiduità alla agguerrita e strabordante maggioranza di Pippi Mellone.
Una maggioranza che ha lasciato sbalordito anche l’ex presidente del Consiglio quando egli ha appreso, per voce dei due neritini, che esiste nell’assise municipale neritina un gruppo consiliare che, di fatto, è diretto riferimento all’area Pd che si è schierata con il candidato sindaco Marcello Risi nel 2011 ed ora ha assunto il nome di “Fronte Democratico” per fare l’inchino, senza alcuna possibile interpretazione diversa, al presidente della Regione Michele Emiliano.
Del gruppo fanno parte Paolo Maccagnano e Cesare Dell’Angelo Custode, entrambi “colonne” della sconfitta coalizione di Marcello Risi, presto passati armi e bagagli con chi aveva vinto, Pippi Mellone. L’assessore di riferimento è persino più riconoscibile nell’ambito Pd: Mino Natalizio, già componente di spicco del partito a livello sovracomunale e poi dimissionario in previsione di ricoprire l’incarico con Mellone.
Renzi ha promesso tutto il suo sostegno alla battaglia di Siciliano e Piccione in seno alla minoranza. Ha dimostrato di essere molto informato sulle questioni interne del partito in città. Ma ciò non appaia come una cosa straordinaria: il caso dell’annullamento delle primarie del Pd a Nardò, decise quasi d’imperio dall’allora segretario Rino Giuri con il supporto proprio di Marcello Risi, fece discutere l’Italia ma non per possibili brogli come accaduto a Gela, altro “scandalo” in quelle consultazioni interne di fine aprile. No, a Nardò accadde che proprio Pippi Mellone, per sostenere le candidature di Emiliano, avesse mandato al voto (lo disse lui) circa 1500 persone. Lo stop alle operazioni di voto servì proprio per evitare che la destra di Nardò festeggiasse la “presa” del locale Pd.
Situazioni “al limite” che Renzi ben conosceva così come è apparso molto informato della “strana coppia” che decide la politica a Nardò, quella composta dal sindaco di Casapound e dal presidente della Regione Dem. L’sos, dunque, è stato ascoltato e Renzi ha promesso di bissare la visita del 31 agosto 2012 quando incontrò, ancora da sindaco di Firenze, gli esponenti del centrosinistra in un angolino di piazza delle Erbe. Da notare il giovanissimo, veramente un ragazzo, Lorenzo Siciliano, oggi pilastro dell'opposizione a Palazzo Personè.
















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