NARDO' - Non c'era riuscito mai nessuno. Eppure la nuova classe politica neritina sta riuscendo nell'impresa di farsi mettere sotto da Porto Cesareo. Più per insipienza dei neritini per meriti dei cesarini, i quali stanno portando avanti una politica sottotraccia, senza enfasi, selfie idioti e squilli di trombe. Fanno solo, silenziosamente, il loro lavoro e ricercano il bene del proprio territorio.
I nostri, invece, esagitati e megalomani, sono sempre a caccia dello scoop politico, visionari fino a vedere solo miraggi. Ciò è molto pericoloso e il primo risultato è già sotto gli occhi di tutti: il villaggio di Boncore è attraversato da odio e risentimenti e tra un po' si ricomincerà a parlare di vicinanze ideali con altri Comuni. Di annessioni. La scuola di Boncore è chiusa per scelte scellerate dell'attuale Amministrazione comunale di Nardò. La pro loco sfrattata e fatta chiudere.
Intanto i servizi a Porto Cesareo crescono continuamente. Basti pensare alla nuova rete idrica annunciata QUI dal sindaco Salvatore Albano e al collettamento, con il mare di Torre Inserraglio, delle condotte provenienti dal depuratore cesarino di contrada Bellanova.
E Nardò che cosa chiede di ottenere, attraverso l'assessore Mino Natalizio, come contropartita per tutta questa sottomissione? L'ampliamento a mare della controversa Amp, l'area marina protetta. Si può dire "ma fateci il piacere"?
Nardò ridotta a “colonia” di Porto Cesareo? Si riaccende la disputa ma, ormai, si può dire che la fama e la riconoscibilità a livello internazionale della ex frazione neritina stiano facendo prendere il largo alla località rispetto alla antica “casa madre”.
Secondo l’ex consigliere comunale Giuseppe Spenga, un recordman delle preferenze che ritorna all’impegno attivo dopo aver preso un periodo sabbatico dalla politica, la classe dirigente di Nardò è così modesta da essere riuscita a risvegliare orgoglio e pretese dei cesarini, animati da una verve potente come nel 1975, anno della conquista dell’autonomia.
“Più per insipienza dei governanti neritini che per meriti dei confinanti. Sono le notizie recenti a darci queste indicazioni – dice Spenga – perché Porto Cesareo prenderà acqua fresca da Boncore e scaricherà merda, come amava definirla la nostra rivoluzionaria classe politica, nel mare di Nardò. Mentre, infatti, procedono spediti i lavori per il collegamento della fogna cesarina al depuratore di Nardò, nell'indifferenza dei locali "No Tub", del sindaco e del suo staff, il sindaco di Porto Cesareo annuncia trionfante che “vista la carenza idrica, insistentemente segnalata al presidente Emiliano, è stato redatto dall’Aqp un progetto da un milione e 200mila euro”. Che consiste in una condotta che, da Boncore, porterà acqua direttamente a Torre Lapillo, mentre la vecchia condotta fornirà solo il Centro di Porto Cesareo.
“Boncore – continua Spenga - dopo aver perso ulteriori importanti servizi, come la scuola, ed aver patito la "cacciata" della Pro Loco nei giorni scorsi, ora diventa ufficialmente colonia di Porto Cesareo. E Nardò resta al palo. Registriamo, e questa è la nota forse più dolente della vicenda, un menefreghismo quasi totale in città per il destino del nostro territorio svenduto, del nostro mare sfregiato e della nostra dignità. Continua la svendita totale di territorio e servizi da parte di Nardò, con il benestare della famigerata "strana coppia" Mellone-Emiliano a scapito della qualità della vita dei propri cittadini ed a tutto vantaggio dei propri vicini. Auguri a loro, ma poveri noi!” conclude Giuseppe Spenga.
Senza dimenticare che tutta la politica di Nardò, per iniziativa dell’assessore Mino Natalizio, è volta all’ampliamento dell’Area marina protetta al mare di Portoselvaggio e Uluzzo. Una “contropartita” richiesta a Porto Cesareo, che per altro la snobba, da più parti considerata insignificante.
Giuseppe Spenga
















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