NARDO' - Dopo la pausa natalizia sono ripresi, da ieri, i lavori per il collettamento dei reflui fognari di Porto Cesareo.
Indubbiamente, forse, rischiamo di risultare ripetitivi per chi ci segue da mesi, ma ai nuovi arrivati vogliamo ricordare che si tratta di tubi interrati che trasporteranno i reflui di fognatura dal depuratore di Porto Cesareo (peraltro mai entrato in funzione) a Nardò, collegando così le due fognature.
Stando così le cose, tra pochi mesi potremmo assistere, inermi, allo sversamento della famigerata “merda di Porto Cesareo” (cit. Sindaco Mellone) nel mare di Nardò, a Torre Inserraglio per la precisione, con l’unico mezzo ad ora disponibile ed in funzione: un tubo che scarica raso scogli. Dall’altra parte sogni, promesse, progetti non finanziati o irrealizzabili con l’attuale normativa, europea prima, nazionale poi.
Questi i fatti. Quanto dichiarato in queste ore dal Consigliere regionale Casili, con un tempismo quanto meno sospetto a questo punto, dopo l’esito delle consultazioni provinciali per le candidature al Parlamento, che ha visto la fidanzata del sindaco Mellone in corsa per uno scranno a Roma proprio tra le fila dei grillini, in merito all’argomento non aggiunge, ne’ sottrae elementi di novità. Un concentrato di ovvietà per partorire le quali ci sono voluti un paio d’anni di gestazione.
Il motto finale del Marchese del Grillo: “Io sono io, e voi...”
Chiarissima invece la posizione del partito municipalista Unione dei Democratici e Popolari per Nardò, condivisa da Officina Cittadina, Riprendiamoci Nardò e Comitato Civico Neretino e resa esplicita nelle passate settimane a mezzo stampa: l’unica soluzione proponibile per impedire lo scempio ambientale è quella di SOSPENDERE SINE DIE i lavori del collettamento.
Solo con questa azione si potrebbe avere la certezza di non vedere sversati (tal quale?) anche i reflui di Porto Cesareo nel mare di Nardò.
Dopo questo passo, fondamentale per rassicurare la popolazione neretina, si potrebbe dare corso all’iter burocratico per avviare il progetto di riuso delle acque per usi irrigui, come sostiene di poter fare questa amministrazione di concerto con la Regione Puglia.
Una volta visto l’esito di queste priorità non prorogabili: l’approvazione definitiva del progetto, il finanziamento e la REALIZZAZIONE DELLE OPERE E LA LORO CONSEGNA, occorre completare il tutto con il definitivo collettamento. Ci sembra l’unico percorso logico in grado di preservare gli interessi ambientali della nostra comunità, già troppe volte in passato illusa da promesse e programmi dei quali ai neretini sono rimaste solo ferite e cicatrici profonde.
Giuseppe Spenga
















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