Un anziano di 83 anni, mentre passeggiava nel centro cittadino di un piccolo paese della provincia di Lecce, veniva avvicinato dal conducente di una autovettura che gli chiedeva informazioni su un presunto compaesano, destinatario di una grossa somma di denaro, lasciatagli in eredità.
Pochi istanti dopo si avvicinava ai due un complice che, fingendo di poter dare indicazioni sulla persona destinataria del lascito, si univa alla conversazione. Il primo malfattore, carpendo la fiducia dell’anziano, lo allettava promettendogli la dazione di una cospicua somma di denaro da consegnargli innanzi ad un notaio quale donazione, previa però consegna immediata nelle sue mani di una somma di denaro contante.
La vittima, pertanto, accompagnato dai due uomini, si recava alla filiale bancaria presso cui aveva il conto corrente, prelevava la somma in contanti di 5.000,00 euro e la consegnava nelle mani dei truffatori. Subito dopo, i truffatori gli chiedevano copia della carta di identità da esibire al notaio in sede di rogito notarile. Purtroppo, mentre l’anziano cercava la sua carta di identità i due malfattori si allontanavano facendo perdere le proprie tracce.
La tempestiva denuncia presentata dalla vittima presso gli uffici della Squadra Mobile permetteva di ricostruire con rapidità, tramite le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza installati nei luoghi percorsi dall’anziano e dai suoi truffatori, quanto avvenuto quella mattina e di individuare in una autovettura Ford Fiesta il mezzo condotto dai malfattori.
Le verifiche effettuata dai poliziotti della Squadra Mobile consentivano di appurare che la suddetta autovettura era stata acquistata qualche giorno prima da un messinese di 46 anni, incensurato, ma assiduo frequentatore di suoi conterranei dediti alle truffe.
I successivi accertamenti svolti riscontravano la presenza del messinese nella provincia di Brindisi proprio nella serata precedente al giorno del raggiro dell’anziano leccese. E proprio nella provincia di Brindisi erano state riscontrate una serie di truffe, perpetrate con le medesime modalità, per un ammontare di circa 5.000,00 euro.
Stessa truffa era stata commessa nelle province di Bari, Latina, Chieti, Trapani in un periodo temporale di due mesi, e cioè tra il novembre del 2015 e il gennaio del 2016.
Le accurate indagini svolte consentivano di identificare il complice: un 33enne messinese.
I due sono attualmente sottoposti a procedimento penale presso la locale Procura della Repubblica per il reato di truffa continuata commessa in concorso, aggravata dall’avere approfittato di circostanze di tempo e di luogo e di persona, - soprattutto con riferimento all’età avanzata della vittima del raggiro -, tali da ostacolare la pubblica o la privata difesa.
















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