NARDO' - Resta l’amaro in bocca per i termini che gli spettatori del Consiglio (pochi in aula, pochissimi via web: tra dieci e venti) hanno dovuto ascoltare durante il dibattito: madri e padri, vivi e morti, tirati in ballo da consiglieri e assessori; definizioni di colleghi come “bamboccioni” e altri termini, come “mostri”, in presenza ed in assenza degli stessi; colorite espressioni in dialetto durante gli scambi di battute; una gestione autoritaria ma non autorevole da parte del presidente del Consiglio; risate e derisioni a raffica. E tante provocazioni, come nemmeno "nei peggiori bar di Caracas" recitava una vecchia réclame.
Il Consiglio comunale di ieri, protrattosi fino al tardo pomeriggio, non offre sussulti particolari a parte la contrapposizione dialettica, ancora molto aspra e conflittuale, tra gli schieramenti. La notizia è che bilancio di previsione e piano triennale delle opere pubbliche (con l’elenco dei lavori pubblici) passano con la maggioranza unita e senza defezioni. A votare i provvedimenti portati in aula sono costantemente diciotto consiglieri che consentono alla gestione Mellone di veleggiare senza problemi verso il terzo anno di amministrazione.
Resta l’amaro in bocca per i termini che gli spettatori del Consiglio (pochi in aula, pochissimi via web: tra dieci e venti) hanno dovuto ascoltare durante il dibattito: madri e padri, vivi e morti, tirati in ballo da consiglieri e assessori; definizioni di colleghi come “bamboccioni” e altri termini, come “mostri”, in presenza ed in assenza degli stessi; colorite espressioni in dialetto durante gli scambi di battute; una gestione autoritaria ma non autorevole da parte del presidente del Consiglio; risate e derisioni a raffica. Se i resoconti stenografici saranno tramandati ai posteri, si parlerà probabilmente tra molti anni del punto più basso toccato dalla, un tempo palestra di dialettica, massima assise cittadina.
Per il resto la minoranza, ridotta penosamente a quattro presenze, poi a due e infine al solo Lorenzo Siciliano, ha contestato la modestia degli interventi per il risanamento delle strade devastate dalle buche, osservando (Daniele Piccione) che si tratta di uno sforzo minimo (il due per cento) rispetto alla consistenza del bilancio. Inoltre l’opposizione ha obiettato che le promesse erano ben altre e di ben altri numeri. Le risposte affidate ad Augusto Greco e all’assessore ai Lavori pubblici Oronzo Capoti che hanno rimarcato come il piano di rifacimento delle strade sia ambizioso e non abbia precedenti nella storia recente della città.
















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