NARDO' - Parla il massimo rappresentante degli ingegneri in provincia, Raffaele Dell'Anna.
“Il calcestruzzo invecchia. Ed anche più velocemente di quanto si pensava fino a qualche anno fa. Ci vogliono, lo dico in generale, meno tagli di nastri e più programmazione dei controlli che devono essere severissimi, costanti, serrati”.
Il presidente dell’Ordine degli ingeneri, il neritino Raffaele Dell’Anna, rientra sui temi e sui toni usati all’indomani del crollo del ponte Morandi a Genova.
“Negli anni Settanta – spiega l'ingegnere – quando c’è stato il boom di queste tipologie costruttive, si pensava al calcestruzzo gettato in opera come ad un materiale eterno. Col tempo ci si è resi conto che non è assolutamente così”. Il presidente spiega anche che il degrado dei materiali è persino più veloce di quanto preventivato.
“Posso dire, se serve come rassicurazione, che i solai non cadono. Ma è altrettanto evidente che le persone si troverebbero in una situazione di fortissimo pericolo per la propria incolumità se il cosiddetto sfondellamento avvenisse in uno orario diurno o quando c’è gente negli ambienti”. Il peso delle pignatte precipitate e dell’intonaco che si portano appresso, infatti, è notevole considerata anche l’altezza dalla quale questo materiale cade.
In questo caso specifico l’ingegnere esclama: “siamo stati graziati dal Signore perché il fatto è accaduto quando la scuola era chiusa. Il calcestruzzo invecchia – spiega – e questa è ormai la scoperta dell’acqua calda. Questi eventi possono essere previsti e prevenuti perché ci sono strumenti adeguati a disposizione dei tecnici così come è utile un monitoraggio continuo che è requisito essenziale. C’è bisogno di un controllo costante, severo degli edifici di una certa epoca o considerati a rischio di questo genere di cedimenti. Auspicherei meno tagli di nastri e maggiore attenzione a queste fattispecie”.
La posta in palio è troppo alta per non mettere in gioco ogni cautela, dunque, e il principio vale anche per i genitori degli alunni che stanno tentando di mettere su un comitato, un gruppo con finalità di ulteriore controllo. Il fine è di individuare tecnici di propria fiducia che seguano ed affianchino le ditte che saranno incaricate di effettuare il risanamento della struttura.
Uno strumento, quello del controllo da parte dei genitori, che appare “esportabile” in ogni edificio scolastico che, a questo punto, è a rischio. E’ proprio l’Amministrazione comunale, infatti, ad affermare che quello avvenuto è un “fenomeno caratteristico dei solai in laterocemento, tipico degli edifici costruiti in particolare tra gli anni ’40 e ’70 del secolo scorso”. Tutti, insomma.
















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