NARDÒ - La politica, soprattutto quella che si pratica nelle piccole realtà comunali, non ha mai brillato per coerenza. Di promesse elettorali ad alta deperibilità, ripetuti cambi di casacca, particolare benevolenza per amici e parenti sono piene le cronache locali degli ultimi anni. Pippi Mellone e i suoi seguaci più fedeli, oltre a questo, portano all’estremo l’arte di dire una cosa e poi farne una totalmente diversa. Vi offriamo un esempio semplice semplice, riguardante il costo dello staff del sindaco.
Era il 6 agosto 2011 e Andare Oltre non esisteva ancora. Pippi Mellone, insieme ai colleghi dell’opposizione (Il Popolo della Libertà, Futuro e Libertà, Nuovocorso per Nardò e La Puglia prima di Tutto), diffondeva una immagine che abbiamo recuperato e vi mostriamo. Non le mandavano a dire: “L’opposizione consiliare unita dice no all’ennesimo spreco della Giunta di centrosinistra! 160mila euro per una addetta stampa! Risi si muove nel solco di Antonio Vaglio! Vergogna! Ai cittadini chiede lacrime e sangue e butta al vento il denaro pubblico!”. Così dicevano. Con tanti punti esclamativi.
Il 30 aprile del 2014, invece, Andare Oltre era già il movimento creato a immagine e somiglianza del suo leader. Pippi Mellone era consigliere comunale e Gianluca Fedele era il presidente del sodalizio. Il sindaco Marcello Risi aveva assunto una portavoce a tempo determinato. Questa la reazione dei due: "Con Decreto nr. 6 del 29 aprile 2014 il sindaco combatte la disoccupazione e festeggia il primo maggio con qualche ora d'anticipo. Nei primissimi giorni di Amministrazione Risi ci scagliammo contro la nomina dell'addetta stampa, il primo atto della Giunta (la delibera nr.19 del 21 luglio 2011), avvenuto praticamente a pochi minuti dall'insediamento. Oggi l'arrivo di un'altra figura nello staff del sindaco, il portavoce, di cui onestamente nessuno sentiva la mancanza, tranne, evidentemente, il sindaco. Figura che appare come un duplicato della prima, motivo per cui non si comprendono le ragioni della nuova assunzione".
Arriviamo a oggi. Subito dopo la sua elezione, Pippi Mellone ha nominato il suo staff: portavoce, addetto stampa ed esperto in finanza agevolata. Tre persone con un contratto part-time a tempo determinato. Adesso, con la delibera di Giunta numero 469 del 24 settembre scorso, quel contratto è diventato per tutti a tempo pieno. Solo uno di loro, dal 2019 continuerà con il part-time al 77,78 per cento. I costi, in sostanza, sono aumentati. I soldi, come nel 2011, nel 2014, nel 2016 e nel 2018, sono sempre quelli dei cittadini.
Perché prima era considerato uno spreco e oggi no? Nell’attesa che qualcuno della maggioranza dia una risposta, un piccolo chiarimento: noi contiamo le stelle della bandiera americana, come le false verità di Pippi Mellone.
















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