NARDO' - Non è la prima volta che lo faccio ma vorrei in, modo garbato, aprire un dibattito su questo portale, se mi permette il caro direttore, sugli argomenti trattati dal mio amico Luigi Nanni, per quanto afferma nel suo ultimo articolo nella rubrica del Nanni Orco.
Pubblicazione periodica che leggo sempre con molto interesse, e ne apprezzo lo spirito critico, la chiarezza e la verve di Luigi.
Lui asserisce, che uno dei cavalli di battaglia dei 5 stelle, e del vice Premier Di Maio, è la cancellazione dell’ordine dei giornalisti, e l’abolizione delle “….provvidenze,……..che fin qua hanno mantenuto viva una interlocuzione con la stampa libera”.
Intanto, chiedo, ma la sbandierata e decantata stampa libera può, ad es., deliberatamente, di proposito e con fini a volte di pura cattiveria, attaccare (come avviene ormai da più di 5 anni) giornalmente e con assalti da vero e proprio stillicidio (lasciami usare questo termine) qualsiasi proposta o idea che avanzano i portavoce dei 5 stelle, oggi ministri e vice?
Attacchi, mi ripeto, non indifferenti, che comunque mettono sempre in cattiva luce un Movimento che, piaccia o no, il 4 marzo ha conquistato, alle elezioni che si sono tenute, milioni di consensi. Ogni tanto vorrei che qualcuno se ne ricordasse.
Come vogliamo chiamarli, Caro Luigi, questi vomitevoli rappresaglie giornaliere organizzate da parte di illustri giornalisti del Corriere, Repubblica e fautori della “stampa pluralista?”
Viene mai in mente ai caustici collaboratori della carta stampata, di queste testate (che il sottoscritto acquista e legge da anni, e per certi versi apprezza molti articoli specie le pagine culturali, ma meno le analisi politiche attuali) se a dire, e ribadire, insistentemente il falso non si lede un diritto democratico, di milioni di persone, che credono in quel Movimento?
O meglio, si ricorderà qualcuno, dei redattori e capi, se nascondendo la realtà delle cose non si commette, questo sì, un diritto democratico sacrosanto?
“…idee da pedanti, da falsi professori, da giornalisti mancati, da gente vogliosa di impedire altrui di pensare colla propria testa” e questo pensiero che ho riportato, caro Luigi, non è mio, ma di Luigi Einaudi, sostenitore delle idee liberali, secondo Presidente della nostra Repubblica Italiana che mentre era presidente della Banca d’Italia, alla vigilia della Costituente scrisse quanto sopra.
Einaudi lo fa a proposito di alcuni giornalisti, sferrando un primo attacco proprio al loro Ordine o Albo. E negli anni successivi non di è certo il solo che critica l’Ordine, lo fa Pannella negli ’80, e poi Rutelli, che propose di sostituire l’Albo con una carta d’identità professionale, sul modello francese. E non per ultimo lo stesso Massimo D’Alema.
Si tenne anche un Referendum per abrogare l’Ordine e anche se non si raggiunse il quorum, votarono a favore 14 milioni di italiani.
Come vedi cari Luigi, il Vice Premier Di Maio è in buona compagnia nella critica legittima a quella stampa e quei giornalisti.
Tenendo presente che è giustissimo “irrobustire le voci espressive”, ma narrando la verità, sempre la verità, che come diceva A. Gramsci è rivoluzionaria. E non per nascondere ciò che ci fa comodo(e non mi riferisco a te) e mettere in rilievo vecchi schemi politici e ricette economiche desuete, che altri in passato hanno riproposto e che la gente ha bocciato clamorosamente.
Ti saluto, Luigi.
Maurizio Maccagnano
Sindacalista Dissidente
















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