NARDO' - Una delle prime due donne ad essere elette nel Consiglio Comunale di Nardò è stata Lina Falconieri.
Nelle elezioni comunali del 1976, insieme a Maria Rosaria Manieri del Psi, venne eletta nelle fila della Dc, cominciando a tingere di rosa un mondo esclusivamente maschile; così come sempre lei aveva tinto di rosa il mondo forense, divenendo la prima avvocatessa a Nardò e rimanendo unica per molto tempo.
Alla Dc è stata iscritta dagli anni ’60 ed è stata tra le più impegnate delle numerose attiviste e dirigenti femminili.
Già ricordarla per essere stata questo sarebbe un dovere civico, tenuto conto che la figura femminile in simili consessi era rara e che oggi si è dovuto giungere alla quota rosa da rispettare.
Una donna in Consiglio Comunale - considerato che in quegli anni a Nardò vi erano ancora residui di mentalità che non si addicesse ad una donna attraversare piazza Salandra!- non poteva che suscitare meraviglia, se non proprio scalpore.
Io conoscevo Lina per la militanza nello stesso partito ed ebbi ancor maggiore possibilità di approfondire la conoscenza attraversando la stessa esperienza di assessori comunali con il sindaco Franco Antico (1977-1978) in un governo monocolore, vista la maggioranza assoluta conseguita ancora una volta dalla Dc dopo quella relativa delle precedenti elezioni del 1970.
Molto vigile; intelligentemente interessata ad entrare negli ingranaggi politico-amministrativi; determinata nel perseguire gli obiettivi prefissi ma non disattenta, ove opportuno, a conciliare le opposte situazioni; affascinata -così a volte mi sembrava- dall’intelligenza e dalla perspicacia altrui.
Pur volendo sfuggire a riportarla nell’alveo della mia personale esperienza, non posso non riconosce i nostri rapporti, anche perché possono delineare meglio la sua personalità.
E non mi riferisco al suo rapporto di affetto riservatomi negli ultimi tempi o, forse, soltanto ora manifestatomi, bensì alle attività politica e professionale.
Da assessora continuò con sindaco Franco Antico (1980-1981), fu presente anche nella Giunta Municipale con sindaco Cosimo Sasso (1981-1982) e, come consigliera comunale, nelle due successive consiliature del 1982 e del 1986. Durante quest’ultima divenne presidente del Comitato di gestione dell’Usl/6, cioè dell’Unità Sanitaria di Nardò, Galatone e Seclì (1987-1989).
In questo settore riusciva ad individuare le persone intelligenti e ad apprezzarne la condivisione, ma tutto poteva essere adombrato se non si concretizzava quanto il suo gruppo di amici avesse programmato, ovviamente con la sua determinante partecipazione.
E non poteva non esserlo nella sua vita sociale, improntata a reciproco rispetto senza, però, alcun tentennamento da parte degli interlocutori, e nella sua attività di preside del Professionale, istituto da lei consolidato, gestito, ampliato e rinnovato nei nuovi locali in via Bonfante. A questa sua creatura, che ha plasmato, oserei dire, con tenerezza, ha dedicato la sua vita, amandola e sempre più qualificandola.
Lina Falconieri è stata una donna concreta, che ha attraversato per oltre mezzo secolo la vita pubblica di Nardò, essendone protagonista, a volte riservata e a volte impavida.
Si è spenta l’altro ieri, 10 novembre, all’età di 91 anni tra qualche mese, nella riservatezza della sua vita privata.
Non pochi, ignorandone l’accaduto, hanno potuto omaggiare la sua salma, ma con maggiore intensità possono esprimere il proprio affetto di amici per i rapporti condivisi; la propria stima di cittadini per quanto da lei operato; la preghiera al Signore per la fiducia che lei ha espresso negli altri, tra cui per primi i familiari che le stono stati sempre accanto, e per la fede di credente che lei ha sempre gelosamente conservato.
Mario Mennonna
















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