NARDO' - Nel fascicolo del Pm Alberto Santacatterina, titolare dell'inchiesta, un ulteriore esposto corredato con altri quattro documenti (questa volta ORIGINALI e non copie conformi) sui quali sono apposte da Pippi Mellone le autentiche di firme presumibilmente false.
Quattro e quattr’otto. Altri quattro documenti contenenti presunte firme false, ma autenticate dal sindaco di Nardò, Pippi Mellone, si aggiungono al fascicolo aperto dalla procura della Repubblica di Lecce. E, questa volta, si tratta di originali e non fotocopie.
Si articola la vicenda emersa all’inizio di febbraio dello scorso anno quando quattro candidati al Consiglio comunale con le liste di Mellone denunciarono di non aver mai sottoscritto le proprie accettazioni di candidatura, quelle che poi vennero autenticate, per le elezioni comunali del 2016.
La vicenda, però, non finì qui perché quando i finanzieri incaricati dal Pm Alberto Santacatterina si recarono a Nardò, nell’ufficio elettorale, per reperire gli originali, si accorsero che interi faldoni erano spariti. Compresi quelli contenenti proprio le sottoscrizioni “incriminate”.
Fascicoli rubati da ignoti, rimasti tali nonostante abbiano operato all’interno degli uffici comunali entrando nell’edificio, probabilmente, con la chiave elettronica in uso ai dipendenti. Non vennero rilevate, infatti, effrazioni alle porte d’ingresso né venne rubato altro dall’interno dell’ufficio elettorale.
Per questo motivo il magistrato incaricato delle indagini si dovette “accontentare” delle copie fotostatiche (comunque autenticate dall’ufficio elettorale del Comune) consegnategli dai denuncianti, successivamente esaminate dal perito grafologo per accertare l’autenticità delle loro firme che, però, Mellone convalidò come tali.
Ora arrivano nuovi sviluppi della vicenda. Sul tavolo della procura, infatti, sono arrivati altri quattro documenti di natura elettorale con altrettante firme autenticate dallo stesso Mellone (all’epoca dei fatti consigliere comunale) ma le cui sottoscrizioni non sarebbero state apposte dai richiedenti quel servizio. Parliamo sempre del 2016.
In questo caso non si tratta di copie conformi, come le precedenti quattro fotostatiche, ma di documenti originali dei quali la Procura è venuta in possesso. Carte ottenute dall’ex sindaco Marcello Risi che le ha consegnate al giudice, corredandole di un nuovo e lungo esposto.
Questo episodio, fino ad ora non noto, giustificherebbe il lungo lasso di tempo trascorso da quando i quattro aspiranti consiglieri comunali hanno sporto denuncia. Evidentemente la procura leccese sta continuamente ampliando e corredando l’inchiesta di nuovi elementi.
“Confermo di aver depositato un esposto in procura contro il sindaco mellone e contro ignoti per la vicenda delle firme false autenticate come vere e per il furto di documentazione elettorale dagli uffici comunali – conferma proprio Risi – ma poiché sono in corso le indagini non ritengo opportuno aggiungere dettagli in ordine al contenuto degli atti depositati”.
Va ricordato, infine, che Mellone sopravanzò Risi – nel 2016 – per una manciata di voti e Italia Viva aveva fatto i conti: senza le tre liste con le sottoscrizioni di candidatura con le presunte firme falsificate, l'attuale sindaco non sarebbe nemmeno andato al ballottaggio. Alle elezioni dello scorso autunno Mellone è stato rieletto sindaco della cittadina leccese con un risultato clamoroso: oltre il 74 per cento delle preferenze dei suoi concittadini.
















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