NARDO' - Il termine dialettale Caremma deriva dal francese careme, che a sua volta deriva dal latino quadragesimus (quarantesimo giorno prima della Pasqua).
Il Mercoledì delle Ceneri, la Caremma, viene esposta sulle terrazze e sui balconi per tutto il tempo della Quaresima che è un periodo di astinenza e digiuno che precede la Pasqua.
La Caremma è rappresentata da un fantoccio con le sembianze di una vecchia bruttissima e magrissima per la perdita del marito Carnevale, che ha dilapidato tutti i loro risparmi con cibo e feste. E’ vestita di nero, in segno di lutto, in una mano regge un fuso, che simboleggia il lavoro femminile e nell’altra un’arancia nella quale sono conficcate sette piume di gallina che simboleggiano le sette settimane che mancano al Sabato Santo. Ogni settimana viene tolta una piuma fino al giorno della Resurrezione di Gesù Cristo.
Nel passato a mezzogiorno del Sabato Santo, in qualsiasi posto ci si trovava, tutti sospendevano le loro attività per prepararsi all’evento e, al suono delle campane, i contadini alzavano le zappe in aria in segno di festa. La Caremma veniva bruciata con scoppi di mortaretti, tra l’allegria di tutti, e con il fuoco iniziava il periodo della purificazione e della salvezza.

La Caremma è un personaggio della tradizione popolare che ci fa conoscere usi e costumi, odori, sapori, colori, proverbi e filastrocche del passato. Questo è importante per conoscere il nostro patrimonio culturale e rafforzare il senso di appartenenza al luogo in cui siamo nati.
I ragazzi del Polo 1, guidati dai docenti, dopo aver svolto attività di ricerca sulla storia e sulle tradizioni locali, hanno realizzato un fantoccio con carta e vestiti riciclati.
Caremma musi torta
te mangiasti a ricotta,
a me nu me nde tiesti
brutta femmina ca fuesti.
Caremma dal naso storto,
hai mangiato la ricotta,
a me non ne hai data
brutta donna che fosti.
















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