NARDO' - Fate molta attenzione. L'incontro non è piacevole.
A metà giugno scrivevamo questo articolo che leggerete qui sotto ma, purtroppo, siamo stati smentiti. Da Santa Caterina proprio oggi arrivano decine di segnalazioni sulla presenza di meduse a diverse altezze.
La costa ionico-salentina si popola di meduse ed è persino difficile per i bagnanti entrare in acqua senza fare il doloroso incontro. Basta, infatti, sfiorarne i lunghi tentacoli molto urticanti per riportare forti irritazioni.
Le segnalazioni della presenza di migliaia di esemplari di “Pelagia noctiluca”, questo è il nome scientifico della medusa luminosa, giungono dall’intera costa della provincia di Lecce ed è bastato il tam-tam tra i nuotatori per ridurre drasticamente, quasi annullare, il numero delle persone che hanno deciso di fare il bagno in questi giorni. In alcuni stabilimenti balneari i responsabili hanno persino provato a liberare tratti di mare lanciando in acqua le barchette di salvataggio con giovani armati di retino ma, mai come quest’anno, questa si è rivelata un’impresa impossibile: il numero di esemplari è spropositato ed il mare sembra “tappezzato” di meduse.
I biologi spiegano che si tratta di un fenomeno molto raro ma “normale”, naturale e ciclico. La presenza delle meduse è molto irregolare negli anni ed è causata, probabilmente, dalle alte temperature. Quest’anno l’estate è arrivata molto in anticipo così come il riscaldamento dell’acqua e questo potrebbe aver favorito il proliferare delle “noctiluca”. Quanto durerà il fenomeno? Pescatori ed osservatori ritengono che così come è arrivato ben presto sparirà, con il mutare delle correnti marine.
Nell’aprile scorso, meno di due mesi fa, una situazione simile è stata osservata sull’Adriatico, nella zona di Trieste ed è stata imputata al riscaldamento anomalo del mare. In quell’occasione il professor Ferdinando Boero che insegna Zoologia all'università degli studi Federico II di Napoli ed è tra i massimi esperti internazionali di meduse, ha avuto modo di osservare che la diminuzione delle popolazioni di pesci, con la pesca industriale, ha lasciato più spazio alle meduse che si nutrono degli stessi microrganismi che mangiano le larve dei pesci, all'inizio del ciclo biologico.
Boero è stato a lungo e fino al 2018 professore ordinario all’Università del Salento e direttore del museo di Biologia marina di Porto Cesareo per cui la sua conoscenza dei mari che bagnano la Puglia è molto ampia. Proprio Boero spiega che il meccanismo di comparsa delle meduse coinvolge in particolare i canyon sottomarini del Mediterraneo occidentale e dello Ionio, con le acque profonde che risalgono in superficie e vanno verso le coste, per effetto di venti e correnti, spingendo le meduse dove si possono vedere e fotografare. Una presenza così massiva di meduse, dunque, non è allarmante ma lo è sicuramente – per i biologi – la costante diminuzione dei pesci.
















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