NARDÒ - Non era mai successo che si tirasse in ballo, così apertamente, l'incompetenza nella gestione della città e della viabilità. Ma stavolta Pippi Mellone e la sua giunta sono al centro delle polemiche perché i commercianti al minuto, con i magazzini pieni di roba, oggi stanno perdendo migliaia di euro. Mezza città desertificata, l'altra metà intasata dalle auto. E poi c'è una strana ordinanza. Irrituale, diremmo...

Franco Muci, storico panificatore cittadino e presidente di associazioni di categoria a livello provinciale e regionale, stavolta non si frena. E parla apertamente di incompetenza gestionale.
La sua protesta - insieme a quella di altri commercianti, spedizionieri (pensiamo ai corrieri), venditori ambulanti, ristoratori - riguarda la merce che resterà invenduta o non consegnata. Oggi, sei agosto, in piena stagione estiva. Di sabato e con centinaia di turisti e villeggianti arrivati a Nardò.
Muci è chiaro: "sto chiamando in continuazione l'assessore competente ma mi chiude le telefonate o non risponde. Eppure qui a Nardò c'è il delirio. Solo serpentoni di auto che non sanno dove andare. La gente, soprattutto i forestieri, imbottigliata e che continua a girare senza riuscire nemmeno ad uscire dalla città. Hanno creato il delirio, ci sono riusciti. La perdita economica per le nostre attività è rilevante, stiamo rimanendo con gli scaffali pieni di roba. Tutto ciò è inconcepibile. Rivela pressapochismo, incapacità organizzativa e gestionale. Che se ne andassero a Roma, allora. Farebbero meno danni lontano da questa città".
Altro aspetto è quello della segnaletica, evidenziato da diversi cittadini: con la città tagliata letteralmente a metà (l'asse via Bonfante, corso Galliano, via XXV luglio è praticamente inaccessibile) le auto girano in tondo senza vie d'uscita. Hanno creato la tempesta perfetta.
Curiosità anche sull'ordinanza "contingibile e urgente" firmata dal sindaco Mellone. Che senso ha?
L'evento (un concerto) non è eccezionale ma era programmato da tempo. Sta anche dentro il calendario estivo da settimane!
Evento eccezionale, che giustifica una ordinanza "contingibile e urgente" è un nubifragio, una esplosione di tubatura, un grave problema di staticità di immobili.
Non un concerto del cavolo!
Dove vogliamo andare a parare? Al di là dell'approssimazione con cui si dà efficacia giuridica alle carte (e la prudenza del comandante che, evidentemente, non ha inteso firmare l'ordinanza) questa ordinanza, ed i guai che sta causando alla viabilità ed ai cittadini, dovrebbe finire con urgenza nelle mani del prefetto di Lecce. Perché a questo punto è necessario che qualcuno suggerisca al sindaco Mellone come governare la città con più attenzione e rispetto.
INFINE, FOR FANS ONLY
L'ordinanza contingibile e urgente... per una chiusura strade!
ORDINANZA_1995404_ATT_002449956_302930.pdf164.07 KB
Sono dei provvedimenti a contenuto “atipico” che il Sindaco, sulla base di specifiche previsioni legislative, è abilitato ad adottare per fronteggiare situazioni eccezionali, anche derogando alla disciplina di rango primario ma sempre nel rispetto della Costituzione e dei principi generali dell’ordinamento, ivi compresi i principi generali del diritto dell’Unione Europea[2]. In particolare rientrano nei poteri extra ordinem del sindaco.
In riferimento al significato della contingibilità e urgenza bisogna precisare che il carattere della contingibilità indica un fatto imprevedibile, eccezionale o straordinario che mette in pericolo la sicurezza e l’incolumità pubblica, rispetto al quale i mezzi giuridici ordinari appaiono inidonei ad eliminarli. Mentre per il carattere dell’urgenza si indica la presenza di un pericolo imminente che deve essere fronteggiato immediatamente.
Per altro, adesso è in vigore il Codice della Protezione Civile (Decreto legislativo n. 1 del 2 gennaio 2018). Ma, insomma, queste sono sottigliezze per chi si preoccupa solo di bloccare una città.
















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