NARDO' - Grosso spavento per una famiglia di turisti che si trovava a stazionare vicino all'albero che è caduto proprio accanto ad un tavolino utilizzato per la sosta. Il fatto si è verificato a pochi metri dalla spiaggetta.
Intervento tempestivo dell ARIF per la messa in sicurezza. Gli addetti sono intervenuti poco fa e lo hanno tagliato, rimettendo il posto in sicurezza.
Quello che in tanti non sanno, invece, è questo: i pini sono cosiddette "piante pioniere". Vennero messi a dimora negli anni Cinquanta lì dove era terra brulla e roccia in quanto l'apparato radicale della conifera è invasivo ed avrebbe "scavato" naturalmente gli spazi per piante future, più lente a crescere ma sicuramente adeguate al contesto. Tipo bagolari, querce e carrubi.
Quello sarebbe stato un Bosco! Con la maiuscola. Invece, per le solite vicende del meridione, le piante pioniere sono diventate stabili e non hanno mai perso il... posto pubblico.
Con tutte le conseguenze del caso. Ora molte piante sono vecchie, alcune dunque anche settantenni, e tante sono "filate", cioè si sono allungate a dismisura senza chioma adeguata così da diventare altissime e spoglie. Di conseguenza si appoggiano l'una all'altra ed, in questi anni, sono state effettuate continue operazioni di diradamento così da favorire la crescita di altre piante all'interno della pineta.
Arriviamo al punto: l'ex assessore Mino Natalizio è stato a capo delle amministrazioni che si sono succedute per una quindicina d'anni. Mai gli è venuto in mente che sarebbe stato opportuno iniziare una progressiva operazione (magari a scacchiera, per non impoverire la pineta) di espianto e nuovo impianto di specie mediterranee?
Possibile che con tanti soldi che ci sono passati davanti non sia stato intercettato alcun finanziamento per sostituire le vecchie, e stanche, piante pioniere?
Domande. Che cadono sulle nostre teste, come il pino di oggi.

















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