NARDO' - Siamo gente semplice, guardiamo il nostro orticello. E a domande complesse diamo risposte semplici. Forse solo così capiscono tutti.
A noi interessa Nardò. Dove sono successe queste cose qui.
D. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per chi ha fatto propaganda elettorale negli ultimi 6 anni? Per qualcuno della sua area politica, il centrosinistra?
R. No, esclusivamente per Pippi Mellone, della destra. Di fatto, ed a tutti gli effetti, ne ha raccolto tutti i frutti Saverio Congedo di Fratelli d'Italia che è stato eletto deputato.
D. Il Pd ha candidato, nei collegi della zona, persone del Pd chiedendo però il voto agli elettori del Pd?
R. No, nessuno è dichiaratamente del Pd tra Claudio Stefanazzi, Pier Luigi Lopalco e Sebastiano Leo. Un partito in subappalto.
D. Adesso Michele Emiliano è veramente dispiaciuto con Mellone per essere stato tradito dopo tanta fiducia concessa dal Governatore al sindaco neritino?
R. Mellone ha dimostrato con i fatti che il pragmatismo della politica (l'opportunismo, la praticità...) esclude i rapporti di amicizia e le attestazioni di stima e di affetto a titolo personale. Ma bisogna vedere se Emiliano, paternalista e romantico, lo ha compreso.
D. Che mosse potrebbe fare Mellone, adesso? Cercherà una riappacificazione con Emiliano per non inimicarsi il governo regionale?
R. No, lo ha già detto a Carmiano che la regione non "toccherà palla". Quando una grande squadra sta vincendo, inoltre, cerca il raddoppio. Quindi, nell'ordine: a) Mellone chiederà un incarico di sottogoverno con il senatore Marti a Roma, b) darà l'assalto per ottenere la presidenza della Provincia a scapito di Stefano Minerva, c) sonderà la possibilità di candidarsi all'Europarlamento, d) preparerà la propria candidatura alla Regione Puglia sperando che vinca il centrodestra per fare l'assessore regionale.
D. Emiliano e Mellone incroceranno, da avversari, le proprie strade?
R. Tre delle quattro ipotesi appena sopra lo confermano: b), c) e d).
D. Emiliano tenterà di ricostruire il consenso intorno alla sua area di appartenenza originaria, il centrosinistra?
R. Non ha alternative. Prima o poi Mellone inizierà a indebolire i suoi pupilli potenziando nuclei leghisti già attivi a Galatone o Gallipoli, ad esempio.
D. Che cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi? Come potrebbe Emiliano dimostrare che l'aria politica intorno a Mellone è cambiata ed è venuta meno la sua influenza?
R. Tutti coloro che avevano messo in guardia Emiliano sulla sua amicizia pericolosa con elementi "da redimere" dell'ultradestra sono tornati alla carica chiedendo la revisione delle strategie politiche del Governatore. Ci sono atti concreti con cui Emiliano può correggere gli assetti facendo comprendere che è venuto meno il rapporto di fiducia con l'area Mellone: l'incarico della presidenza dell'Asi affidato a Massimo Albanese, tra i più stretti collaboratori di Mellone; l'inspiegabile stop al depuratore di Porto Cesareo, mai entrato in funzione per il veto del sindaco di Nardò a cui Emiliano ha, altrettanto inspiegabilmente, ubbidito; le deleghe in Provincia concesse dal presidente Minerva ai melloniani; i consiglieri comunali della maggioranza melloniana chiaramente espressione di assessori regionali di area emilianista.
D. Mellone ha dimostrato furbizia, forza politica ed opportunismo a mille. Emiliano sembra aver accusato il colpo del "tradimento" e Mellone è un tipo che non molla l'osso. Politicamente gli darà fastidio e persino il senatore Roberto Marti ha affermato che il "modello Mellone" è esportabile ovunque.
R. Sì, è così. Ma Emiliano ha un alleato ideale (il presidente ha spinto molto a livello nazionale per sancire una alleanza ed aveva ragione da vendere, alla luce dei risultati) il cui movimento ha dimostrato di essere in grandissima salute: si chiama Cristian Casili, anche lui è di Nardò ed è il suo vicepresidente in quota M5Stelle. Se l'amicizia resta in piedi lo scontro "alla pari" è garantito anche per le prossime regionali.
D. Rinnovo del Consiglio comunale a Nardò, Mellone non potrà concorrere per un terzo mandato e tenterà di far eleggere una sua "creatura". Un successore ideale proveniente, magari, dalla destra. Dovrà "ragionare" coi Fratelli d'Italia di Raffaele Fitto per tentare la nuova impresa?
R. Se Mellone troverà il modo di andar via prima, dimettersi da sindaco, e ricoprire un altro incarico (in Regione, ad esempio, dimettendosi già nel 2024) tutto potrà essere messo in discussione. Non sarà facile per lui garantire l'elezione di qualcuno dei suoi delfini. Gli equilibri a Nardò diventeranno estremamente "liquidi" soprattutto se il centrosinistra saprà giocarsi la partita.
















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