NARDO' - Direttore, ma i ragazzini, della nostra epoca, che educazione ricevono dalle famiglie?
E i docenti, cosa stanno insegnando?
E, prima ancora, se leggono, cosa leggono?
L’altra sera, da casa mia, ho sentito urlare, a squarcia gola, cori da stadio. In un primo tempo ho pensato fossero degli scalmanati, ubriachi, che facevano baldoria.
E invece, poco dopo, ho scoperto che erano dei giovinetti, della media borghesia neritina, che facevano festa in una casa privata. Potevano avere intorno ai 15 anni.
Affacciati, al terrazzino, imprecavanoed offendevano i passati. Solo questo dovrebbe far riflettere sullacarenza d’intelletto.
Ma la cosa che più mi ha fatto inorridire è vedere come insultavano un signore, di nazionalità africana, di ritorno dal lavoro che passava in quel momento in bici.
In gruppo sbeffeggiavano l’uomo scimmiottando in versi e ripetuto, “sì signore”.
Con accento calante, per accentuavano l’inflessione, con un italiano posticcio.
Credo, senza sbagliarmi, che giovani e ragazzini siamo stati tutti. Abbiamo riso e scherzato, spensierati, e fatto cose puerili senza ferire nessuno.
Ma qui - e l’episodio non è isolato, perché sappiamo di altri fattacci, ancora più gravi di questo – ormai siamo al trionfo dell’inciviltà, della barbarie e dabbenaggine. All’apoteosi dell’assenzadi qualsiasi elemento educativo e culturale.
Abbiamo visto, con ribrezzo, baby gang che insultano e picchiano i gay; un pover’uomo che se ne sta sulla panchina per i fatti suoi; il lavoratore straniero, solo perché ha il colore della pelle diversa dalla nostra. E badate bene, non stiamo più parlandodi ragazzi dei sobborghi metropolitani, senza famiglia, con genitori problematici. Quelli dell’altra sera sono ragazzi della Nardò bene, con familiari facoltosi, persino con fratelli e sorelle che frequentano le università.
Con padri e madri istruiti. Ed è proprio per questa ragione che illoro gesto, idiota (inteso come scarso intendimento) non ha scuse di sorta. Sono condotte che andrebbero indagate nella loro sfera del “dolce far niente”.
Ecco allora la mia domanda: ma le famiglie, gli insegnanti, che istruzione stanno impartendo a questi ragazzi?
Che libri consigliano di leggere?
Sanno che esistono le biblioteche, con tanti libri da “divorare”, in grado di renderli liberi, e non schiavi, dai razzismi e dai primordiali eccessi di individualismo esagitato?
Grazie Direttore.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente
















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