NARDO' - Il sindaco di Nardò ha deciso di abbattere l'ultraquarantennale edificio che sarebbe dovuto essere il gerontocomio comunale. Termine infausto con cui quasi 50 anni addietro si indicavano quelle che oggi si chiamano RSA (residenze sanitarie assistite). La decisione di abbattere quell'edificio, fatiscente e mai entrato in funzione, potrebbe starci. Anche se esistono sicuramente tecniche e strumenti per una ristrutturazione radicale dell'edificio; e ci sono anche i fondi cui attingere. Basta orientarsi in quella direzione.
Quello che non ha senso è l'intenzione di costruire al suo posto un complesso di appartamentini per anziani; è una decisione da “palazzinaro”. Una iniziativa ridotta alla mera costruzione di immobili senza alcun beneficio per l'economia cittadina. Una volta terminati i lavori saremo di fronte ad un condominio come tanti, al di là delle pompose strutture a corredo buone solo ad indorare la facciata.
Sarebbe stato molto più saggio ricostruire o ristrutturare l'edificio come moderna RSA e, nel frattempo, spingere per la costituzione di una cooperativa sociale (agevolata nell'affidamento di gestione di servizi pubblici) cui dare in gestione la nuova struttura.
Infatti numerosi cittadini neretini (in numero di oltre 120) sono ospitati in strutture simili nei paesi vicini (Lecce, Seclì, Galatina, Copertino, Taviano Casarano, Novoli, etc etc) e il Comune di Nardò paga le relative rette o integrazioni delle stesse tramite finanziamenti statali o regionali. Ma questi soldi vanno a rimpinguare il Prodotto Interno Lordo di quei comuni.
Tramite gli stipendi del personale delle RSA e tramite i servizi e gli acquisti connessi. Quindi a Nardò non rimane neanche un centesimo dei fondi nazionali e regionali per l'assistenza agli anziani neritini.
Se invece si ricostruisse il gerontocomio per la funzione primaria per cui era stato progettato, ci sarebbe bisogno di alcune decine di unità di personale. Questi lavoratori vivrebbero in larga parte a Nardò e qui spenderebbero i loro stipendi come accadeva quando era in funzione l'Ospedale fornendo un'iniezione di liquidità all'economia cittadina. Un ragionamento semplice che consiglieri accorti avrebbero dovuto esplicare al sindaco.
Sindaco che si vanta di essere un vincente in tutti i campi ma che così facendo si schiera dalla parte di tutti i perdenti che lo hanno preceduto; perdenti che non hanno saputo completare e attivare il gerontocomio (che pure era stato un'intuizione molto apprezzabile). Mellone non ha saputo raccogliere la sfida di fare quello che cinque generazioni precedenti non avevano saputo fare.
E perde pure l'occasione di vedere il PIL Comunale crescere e anche, diciamolo apertamente, di indirizzare incarichi e assunzioni.
Senza contare i servizio prezioso nel fornire un servizio prezioso alla comunità cittadina in uno scenario contrassegnato da un processo marcato di senilizzazione della popolazione. Peraltro le famiglie non dovrebbero affrontare spostamenti di decine di chilometri per visitare i propri cari.
Questo sarebbe un servizio necessario e prezioso altro che l'istituzione di caserme per altre forze di polizia.
Se volesse copiare questa idea, per il bene di cittadini, degli anziani, dei disabili e dell'economia cittadina cui dai 50 ai 75 posti di lavoro non potrebbero che fare bene.
Graziano De Tuglie
















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