NARDO' - Nardò Bene Comune ha fatto i conti. Piazza Umberto non sarà più come prima. Allora anche noi ci chiediamo: ma era davvero il caso di stravolgere una delle zone maggiormente care ai neritini? Va bene che dovete spendere soldi, tanti soldi, cari amministratori melloniani, ma la "sacralità" di alcuni quartieri della città non va violata in maniera così violenta.
NOTA DI NARDO' BENE COMUNE
I pini di piazza Umberto I a Nardò sono tra i pochi superstiti in città. Belli, sani, con un tronco per cui non basta un abbraccio e una chioma che offre ombra e ossigeno, specie durante la canicola estiva.
Invitiamo i cittadini a passare e porgere loro l'ultimo saluto e a ringraziarli per l'egregio lavoro svolto in questi anni. Poi verranno tagliati, insieme a numerosi altri alberi della stessa piazza.
Il loro destino è segnato e noi, come sempre accade da quando Mellone è sindaco, non possiamo farci niente, neppure dire che non siamo d'accordo. Non ci resterà che aggiornare il pallottoliere degli alberi abbattuti da questa Amministrazione. Mellone il "piNomane" colpisce ancora, e stavolta i poveri alberi pagano colpe non loro: è il prezzo del restyling, di cui peraltro nessuno sentiva la necessità, che ne prevede l'eliminazione.
Alberi sani, è bene ribadirlo, e che - siamo pronti a scommetterci - saranno dichiarati pericolosi su commissione per poter essere abbattuti. Niente di nuovo, anche nel nullo coinvolgimento della cittadinanza e nella totale assenza di trasparenza che ci porta ancora una volta ad assistere passivi a un progetto già approvato, nemmeno passato per il consiglio comunale.
Eppure Piazza Umberto è un luogo che appartiene alla memoria della nostra Città, un luogo intriso di storia e ricordi che verrà trasformato in un "non luogo". Si abbatterà perfino la storica scalinata sui cui gradini scolaresche di tante generazioni hanno scattato le foto di rito.
Le piante saranno sostituite da altre in questo gioco senza senso di espianto e ripiantumazione, un gioco a cui abbiamo già assistito per il magnifico filare di ibiscus di via XX Settembre, per i tigli della zona 167, e per i monumentali e per sempre perduti esemplari di pioppo nero di via Bellini.
Noi non ce la sentiamo di tacere in attesa di vedere come sarà. Sarà troppo tardi.
















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