NARDO' - Come lei sa scrivo da anni, per non dire da decenni, contro chi detiene il potere, l’autorità, i mezzi e la potestà. Ma innanzitutto contro chi cerca di vestire i panni del prepotente, dell’arrogante e raggira gli altri. Il mio è solo un piccolo contributo dissidente, nel mare magnum della nostra, spesso triste, quotidianità.
Non ho mai creduto a certi “miracoli”, neanche se avvengono sotto i miei occhi. E forse ne ho ben donde.
Un bimbo di due mesi, qualche settimana fa, viene sottoposto da un medico pediatra a visita di controllo, un’ecografia per screening neonatale delle anche.
La diagnosi è: displasia congenita dell’anca.
Il medico pediatra consiglia, alla madre, di far visitare il bimbo presso un ortopedico pediatrico. Quest’ultimo, una volta visionata l’ecografia, conferma il giudizio del pediatra e prescrive, con urgenza, un divaricatore che dev'essere portato H24 per almeno 6 mesi.
Si “premura”, perfino, di contattare la sanitaria, che fornisce il tutore, e specifica il modello del divaricatore con relativi codici e scheda tecnica.
Il distanziare, com’è ovvio, al bimbo provoca disturbi, portarlo è faticoso.
Ma in ogni caso, per correggere questa, anche se temporanea, anomalia i genitori, benché angosciati, accettano di applicarlo al proprio figliolo.
Tuttavia sono dei genitori perspicaci, non degli sprovveduti. La vicenda è apparsa da subito poco chiara, e richiedono, nel giro di poco tempo, di sottoporre a nuova visita il proprio bimbo presso un altro ortopedico.
Quest’ultimo sanitario appare alquanto dubbioso: sia perché il bambino, all’esame obiettivo, non presenta affatto questa fantomatica displasia, e poi perché dall’ecografia si evidenzia ben poco.
Inoltre, all'ortopedico appare eccessivo anche il numero di ore che sono state prescritte, da portare questo divaricatore.
In ogni caso, l’ortopedico ridimensiona le ore del tutore, a 3-4 al giorno, e non soddisfatto della prima ecografia ne prescrive una seconda.
I genitori, sempre più titubanti, a questo punto vogliono la certezza di una diagnosi, e continuano la loro ricerca.
Fanno eseguire, ad un secondo medico ecografista, la seconda ecografia delle anche. Il quarto specialista in ordine di tempo.
Da quest’ultimo esame viene fuori che il bimbo non ha la displasia dell’anca.
Ecco “compiuto”, nel giro di poche settimane, “il miracolo” di cui accennavo sopra.
Come ha potuto “dissolversi divinamente” in un mese, quella patologia, vista la prima prescrizione dell’ortopedico pediatrico che, nientemeno, consigliava il tutore da portare H24 almeno per sei mesi?
Questa storia, si presta ad altri interrogativi che, ritengo, non siano di facile risposta.
Ma essendo, di continuo, chi scrive, in cerca della verità, ho l’obbligo di porli comunque:
Quali sono le dimensioni d’affari che si celano dietro le “facili” prescrizioni, a volte anche menzognere, di una protesi, di un tutore, una sedia a rotelle, ecc… tra alcune ditte, e taluni sanitari?
E nel concreto, quanti genitori avrebbero avuto l’ostinazione e prima ancora la possibilità economica - di non soffermarsi al primo giudizio medico, consultare più specialisti, per poi scoprire che il loro figlio è perfettamente sano?
Ecco perché, caro direttore, non credo a certi “miracoli”. E ne ho ben donde.
Grazie direttore.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente
















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