NARDO' - Finanziato anche Poggiardo, seimila abitanti, ma l'ospedale neritino no, resta al palo.
Caro direttore, continuiamo con le “pillole di resistenza quotidiana”.
A Nardò, esattamente quattro anni fa, il governatore pugliese, Michele Emiliano, inaugura l’Ospedale di Comunità.
In quell’occasione disse: “Una struttura di lungodegenza al servizio del territorio”. La domanda di oggi è, Perché non sarà potenziato?
Dalla delibera n° 1328 dell’8 marzo u.s ASL/Lecce, ci si attendeva un ampliamento dei posti letto a Nardò. Si parlava che dagli attuali 15 poteva accogliere fino a 35.
Ma sfortunatamente non sarà così. Quel provvedimento non finanzierà, con i fondi del nuovo PNRR, la struttura neritina.
Oggi l’Ospedale di Comunità di Nardò è una realtà socio-sanitaria che funziona abbastanza bene. Con bravi operatori socio-sanitari, infermieri, medici incaricati, e medici di base che coadiuvano le attività cliniche, e prestano cura e assistenza ai degenti ricoverati.
Ci interroghiamo tuttavia, perché la città di Nardò, che ha tante necessità sanitarie, prima di tutto nella sua popolazione più anziana, si ritrova a non poter avere neanche un degno Ospedale di Comunità allargato con adeguati posti-letto, vista proprio l’estensione del suo territorio?
Anche Poggiardo, con i suoi 6.000 abitanti, sarà finanziato dal PNRR un Ospedale di Comunità, mentre Nardò rimarrà al palo.
Dunque Nardò rimarrà con i suoi attuali 15 posti letto già attivati (tecnicamente: Unità di Degenza Territoriale) e non sarà possibile incrementare, ulteriormente, questa (come amano dire i tecnocrati sanitari, amministrativi, e i sindacalisti di professione) offerta sanitaria?
E per quale motivo? Forse non ci sono spazi nell’attuale ex Ospedale di Nardò?
Sbaglio oppure è ubicata in pianta stabile, da molti anni ormai, l’intera Ala Sud Ovest, un’Associazione di Volontariato che ricopre il ruolo di una attività di aiuto alle donne maltrattate di violenza? Del resto, come in un recente passato quando in quel Presidio si offrivano dimore alle suore, ormai a riposo e incanutite.
In sintesi, ancora una volta Nardò dopo le dolorose (e sempre aperte ferite che ancora sanguinano) chiusure e i tagli degli anni passati, cederà il passo ad altri comuni minori?
E per incapacità di chi?
Attendiamo riscontri.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente
















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