NARDO' - Ci scrive un prof che insegna Religione, dopo aver visteo il video del concerto completo sul portale.
Caro direttore, vorrei fare una breve considerazione sul video (apparso sul suo portale) relativo alla Notte della Taranta svoltasi a Nardò nei giorni scorsi.
Guardando quel video mi sono ancora di più convinto della bontà della mia scelta di non portecipare a quella manifestazione.
Proprio al principio del video il presentatore introduce lo spettacolo facendo riferimento alle radici profonde della musica popolare della Taranta adducendo le origini a motivazioni non condivisibili da vari studi socio/antropologici in merito, ma più degni di un proclama di una certa cultura sindacale che urla dal palco per portare tessere al sindacato o riempire la pancia dei presenti con sciocchi proclami.
Ma non intervengo per questo, che in simile contesto socio/politico ci può stare. La cosa più orribile e indicibile, per la quale ancora provo "rabbia" o non so che sentimento sconcertante, quando ho ascoltato questo tizio fare un parallelismo fra la zappa pesante dei contadini del primo novecento e l'atto della Consacrazione in cui il sacerdote/vescovo, solleva l'Eucaristia.
Questo signore ha caricaturato provocatoriamente il gesto sacro (rimando al video) adducendo subdolamente una critica al vescovo del tempo che, a suo dire, avrebbe difeso i proprietari terrieri e non i contadini.
Tralascio la questione teologica che, credo, il soggetto in questione potrebbe non comprendere, ma mi meraviglio di come tra quelle migliaia di persone che ad ogni costo avevano raggiunto la piazza, di cui molti di loro si avvicinano regolarmente ai sacramenti o hanno una tradizione cattolica e vanno Messa, nessuno, dico nessuno di loro si sia sentito offeso e indignato per quelle parole blasfeme e offensive del credo cattolico.
Gli stessi che predicano il rispetto delle religioni altrui, sono i primi a sputare veleno contro la propria tradizione cristiano cattolica.
Non mi dilungo, ma tutto ciò ci può stare nella continua lotta alla cultura cattolica.
Carmelo Roberto Russo
















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