NARDO' - Arrivate alcuni giorni fa sei condanne dopo il primo grado di giudizio.
Sei manifestanti appartenenti al comitato civico della marina protestarono troppo energicamente, aggredendo persino gli agenti di polizia locale di Nardò che si erano recati sul posto per elevare le multe ad alcune auto in divieto di sosta. In alcuni casi ostruivano anche gli scivoli per disabili.
I tre furono addirittura accerchiati dopo essersi rifugiati nell’auto di servizio. I fatti risalgono all’estate del 2018.
La zona di Sant’Isidoro è stata a lungo considerata “terra di nessuno”, dominata da venditori ambulanti anche abusivi. Troppo lontana da Nardò e troppo monopolizzata da abitanti di Comuni confinanti per non diventare davvero una sorta di zona franca. In questo caso era in corso una manifestazione, non autorizzata, di raccolta firme per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di dotare la zona di Torre Squillace di servizi adeguati.
Evidentemente la vista delle divise, simbolo dell’ordine costituito, accese gli animi. Probabilmente gli agenti chiesero anche conto del perché fosse in atto una manifestazione non autorizzata. Certo è che gli animi si surriscaldarono velocemente.
Il 26 agosto di quell’anno, però, sette persone passarono il segno con pesanti invettive nei confronti di tre agenti, uno è un maresciallo, spintonanti e aggrediti non solo verbalmente.
Nel 2020 il PM Maria Consolata Moschettini citò a giudizio queste persone: un romano, un campano, un uomo di San pancrazio, una donna di Lecce e altre persone di Leverano e Copertino alle quali venne contestato il reato di manifestazione non autorizzata, violenza, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale e, in alcuni casi, anche di rifiuto di indicazione sulla propria identità.
Nei giorni scorsi Alida Accogli, togato della seconda sezione penale del tribunale di Lecce, ha emesso la sentenza per sei persone con pene molto pesanti, fino a sette mesi di reclusione.
Poi anche il risarcimento del danno alle parti civili cioè i tre agenti, costituti con gli avvocati Antonio Palumbo e Mario Astolfi.
















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