NARDO' - Al centro il valore della partecipazione attiva, della condivisione e del superamento delle barriere, fisiche e culturali.
“Con grande soddisfazione annunciamo la conclusione del progetto “ARCHITETTIAMO LO SPORT SOSTENIBILE”, un percorso che, per cinque mesi consecutivi, ha attraversato il nostro territorio con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale attraverso lo sport”. A parlare è Carmelina Durante, Presidente dell’associazione L’isola dei Bambini APS, promotrice dell’iniziativa, la quale, con il sostegno della Regione Puglia, “ha voluto mettere al centro il valore della partecipazione attiva, della condivisione e del superamento delle barriere, fisiche e culturali, che troppo spesso impediscono alle persone con disabilità o provenienti da contesti vulnerabili di accedere pienamente alla pratica sportiva”.
Il progetto ha preso forma attraverso attività sportive regolari che si sono svolte settimanalmente, coinvolgendo varie discipline sportive. Accanto allo sport, non sono mancate occasioni di scoperta e contatto con la natura: le escursioni hanno permesso a piccole ragazze e piccoli ragazzi di vivere momenti di serenità e integrazione, interagendo in un clima positivo e festoso. Le attività sono state aperte anche ad adulti con diverse abilità, grazie a una struttura organizzativa orizzontale, che ha permesso a tutti di sentirsi parte attiva del progetto e di contribuire secondo le proprie capacità. Lo sport, in questo contesto, si è confermato un potente strumento educativo e sociale, capace di unire, insegnare e abbattere pregiudizi. Uno degli aspetti più significativi emersi è stato il forte coinvolgimento della comunità e delle famiglie. Gli eventi e le manifestazioni organizzate durante il progetto hanno permesso di sensibilizzare il territorio, di accrescere la consapevolezza su corretti stili di vita e di rafforzare le reti sociali.
Con la chiusura di questo progetto, il presidente intende ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile questo percorso: i partecipanti, i volontari, i tecnici, le famiglie, le associazioni partner e le istituzioni locali. “Grazie al contributo di ciascuno” – conclude – “abbiamo costruito qualcosa di significativo e duraturo. Lo sport si è confermato, ancora una volta, un linguaggio universale, capace di unire, trasformare e generare nuove opportunità. Il nostro impegno non finisce qui. Continueremo a lavorare affinché esperienze come questa diventino sempre più frequenti e accessibili, perché crediamo fermamente che lo sport sia un diritto di tutti e per tutti. Lo sport può e deve essere un volano di inclusione, crescita e comunità. E questo progetto ce lo ha dimostrato, giorno dopo giorno”.
















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