NARDO' - L'avvocato tira fuori le carte e parla della nuova scuola, affogata nel cemento tra i palazzi della zona 167.
In qualità di genitore prima e Presidente del Consiglio d'Istituto del Polo 1 dopo, sento l'esigenza di dover intervenire nella vicenda che riguarda la demolizione della Scuola Secondaria di via XX settembre e delle conseguenze sul piano pratico che essa comporterà.
Non posso fare a meno di notare ancora una volta che l'opinione pubblica ed il mondo politico in generale si sia accorto con grave ritardo delle piccole ma significative rivoluzioni che hanno investito e che stanno per travolgere a brevissimo, l'universo scolastico neretino.
Visto, però, dal punto di vista delle famiglie.
Quelle che non hanno un sindacato e quelle le cui esigenze vengono dopo di tutto.
Quelle che spesso non sono avvisate per tempo e sono tenute nell'incertezza.
La questione nasce dal decreto del Ministero dell'istruzione e del merito n. 127/2023 che sancisce la esigenza di razionalizzare la spesa in materia di sedi scolastiche e dotazioni dirigenziali sulla base del quale la Regione Puglia con delibera della Giunta Regionale n. 1136/2023 ha individuato i criteri per procedere all'accorpamento dei Poli e riordinare gli istituti scolastici.
Questo primo step ha prodotto i primi disastrosi effetti tellurici sulla popolazione scolastica neretina in quanto è stato soppresso il Polo 3 che è stato accorpato al Polo 1.
Poiché la norma prevedeva l'esigenza di assicurare una divisione equa degli studenti tra i Poli 1 e 2, e garantire il rispetto della territorialità per salvaguardare la prossimità dell'utenza, con una decisione cervellotica, pianificata dai dirigenti dei due poli, alla presenza dell'autorità comunale, è stato partorito un piano che ha prodotto disservizi, disagi e criticità tra cui:
il trasferimento dei plessi di via Crispi e via Oronzo Quarta al Polo 2;
la conseguente interruzione della continuità didattica di numerosi alunni conseguente alle legittime opzioni di alcuni docenti che hanno cambiato Polo;
Il disagio dei docenti meno anziani che sono risultati perdenti posto.
Eppure la comunicazione istituzionale aveva garantito che tale accorpamento non avrebbe avuto conseguenze pratiche.
La realtà è stata completamente diversa, ma le conseguenze, trascurate con grave miopia, erano prevedibilissime.
Certo, c'era una legge da rispettare, ma è rimasto forte il sospetto che tutta la questione sia stata gestita in modo maldestro.
La vicenda dell'accorpamento dei poli con la soppressione del polo 3 si intreccia ora, a Nardò, con l'altro evento impattante sulla popolazione scolastica neretina ovvero la demolizione dell'edificio di via XX settembre e la costruzione di un nuovo edificio scolastico nella zona 167 ed il trasferimento di circa 300 alunni dalla parte opposta della città.
Ma è così?
Prendiamo le carte.
Ricordate che bisogna garantire il rispetto della territorialità per salvaguardare la prossimità dell'utenza.
Ed allora la giunta comunale di Nardò con delibera numero 414 del 28 ottobre 2023, quella che parlava di come dovevano essere accorpati e razionalizzati i poli, rassicura tutti.
In essa si legge testualmente: “tale ipotesi di riorganizzazione appare preferibile in quanto consentirà l'immediato futuro, non appena completata la realizzazione del nuovo plesso scolastico che sostituirà l'attuale edificio scolastico di via XX Settembre di preservare, con la dovuta gradualità, il corretto equilibrio territoriale di distribuzione della popolazione scolastica con accorpamento dei plessi scolastici di via Pilanuova e via Duca D'Aosta al nuovo Istituto Comprensivo Polo 1 e l'assegnazione della nuova scuola che sorgerà in piazza Giulio Pastore al nuovo Istituto Comprensivo Polo 2”.
Semplice no? Sì, se ci fossero notizie ufficiali e tempi certi.
In questa ottica il consiglio d'istituto del Polo 1 dovendo effettuare la programmazione dell'offerta scolastica del prossimo anno ha chiesto ed ottenuto, in data 9 ottobre u.s., un incontro ufficiale con l'assessore comunale alla pubblica istruzione ed i tecnici comunali. Durante tale consiglio straordinario non sono comunicate notizie ufficiali, bensì la decisione, non ancora resa pubblica, di voler procedere al semplice trasferimento dei 300 studenti dal plesso di via XX settembre a quello della 167 non appena quest'ultimo sarà pronto.
Tale soluzione, però, non è accettabile perché in palese violazione dei principi e degli obiettivi fissati dalla legge, dal decreto ministeriale, nonché dalla delibera della giunta regionale ancorché in clamorosa ed inspiegabile contraddizione con il contenuto della delibera della giunta comunale n. 414/2023.
Il quadro delineato dall'amministrazione comunale prevederebbe quindi la coesistenza di due plessi di scuola secondaria inferiore a distanza di 200 metri l'uno dall'altro, nella zona sud della città, lasciando completamente scoperta tutta la popolazione della parte nord, la stessa individuata con quella linea rossa su quella piantina che ha ispirato l'accorpamento dei poli pianificato nel 2023.
Immaginate i familiari dei 300 alunni percorrere ogni giorno, all'entrata ed all'uscita da scuola, corso Galliano e via Volta per raggiungere e tornare dalla zona 167.
E magari immaginatela anche il venerdì, cioè il giorno del mercato settimanale.
Ma non è tutto.
Il nuovo plesso non è sufficientemente capiente per accogliere gli studenti della scuola da demolire.
A questo punto le domande sono tante.
Possibile che, una volta deciso di abbattere il plesso di via XX settembre, decisione sulla quale tengo per me ogni considerazione per il rispetto che ho dei rispettivi ruoli, non sia stato possibile trovare un sito che insistesse nella parte nord della città?
È stato messo a punto, pianificato e generato un piano traffico che consenta di assorbire l'impatto di un flusso veicolare così importante?
Qualcuno ha pensato alle esigenze delle famiglie residenti nella parte nord della città che hanno figli iscritti nelle scuole del Polo 1 e saranno costretti a sdoppiarsi per poter accompagnare e prendere da scuola i propri figli divisi nelle due parti estreme della città?
Ma soprattutto: perché pensare una cosa nel 2023 e rimangiarsi tutto e realizzare esattamente l'opposto nel 2025 praticamente contraddicendo se stessi?
Concludo dicendo che in data 27 ottobre u.s. il dirigente del Polo 1 Prof. Giuseppe Alemanno ed il sottoscritto Presidente del Consiglio d'istituto abbiamo chiesto un incontro ufficiale con le autorità comunali e il dirigente del Polo 2 al fine di trovare una possibile intesa sulla pianificazione futura della geografia scolastica comunale futura.
Nonostante varie interlocuzioni telefoniche, questa istanza è stata assolutamente disattesa.
















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