NARDO' - Siamo in grado di anticiparvi in esclusiva come cambierà l'ospedale di Nardò da gennaio in avanti. Nonostante Natale sia trascorso, infatti, arrivano i "pacchetti". Che cosa sono? Leggete per capirne di più anche se non c'è molto di nuovo sotto il sole: si sta semplicemente attuando la riforma del sistema sanitario regionale, prevista sin dalle sue linee normative. L'importante, ovviamente, è non farsi scippare nulla ma aottenere il massimo dalla nuova configurazione. Certo è che il "San Giuseppe - Sambiasi" come l'abbiamo avuto fino ad ora non ci sarà più ed al suo posto arriva una "cosa" nuova...
Tornano gli interventi chirurgici al “San Giuseppe – Sambiasi” e, entro gennaio, potrebbero già essere piantati di nuovo i “semi” per la ricrescita dell'ospedale di Nardò. Le rassicurazioni arrivano direttamente dal presidente della Regione, Nichi Vendola.
Ma sarà un ospedale tutto nuovo, con il quale dovrà sintonizzarsi un territorio molto più ampio rispetto a quello della sola città di Nardò e del territorio circostante.
La novità arriva direttamente da Bari e proprio dalle stanze della Regione nelle quali c'è stato un incontro riservato (il giorno della firma del finanziamento Pirp) tra il governatore di Puglia, il sindaco Marcello Risi e Ettore Attolini, direttore di area dell'agenzia regionale sanitaria Ares – proprio quella che redasse il primo piano di riordino voluto da Raffaele Fitto - e responsabile dell'Area programmazione e assistenza ospedaliera.
La novità è che il Sambiasi non chiude per nulla anzi diventa terreno di sperimentazione e innovazione. Le iniziative di protesta della cittadinanza e del comitato Spes Civium pare abbiano avuto il loro ruolo determinante nel far accelerare le procedure e anche la “discesa in campo” del vescovo Domenico Caliandro – che qualche giorno fa ha avuto un deciso confronto con l'assessore regionale alla sanità, Tommaso Fiore – ha avuto il suo peso.
Morale: anche se Natale è appena trascorso sono stati finanziati i primi “pacchetti”, come sono stati definiti in gergo i nuovi servizi che saranno offerti nel “nuovo” Sambiasi. Dimentichiamoci le specialità di base: Ortopedia, Chirurgia e Ostetricia non torneranno così come eravamo abituati perché non ci saranno più i ricoveri. Ma chirurghi e anestesisti torneranno per operare cataratte (già predisposto il day-surgery oculistico), emorroidi, tunnel carpale, artroscopia.
Si tratterà di cinque “pacchetti” di chirurgia e cinque di medicina. Ecco come funziona: ogni “ingresso” in ospedale sarà considerato unico, pagando cioè un'unica impegnativa. Fino ad oggi ci si rivolgeva allo specialista che prescriveva gli esami necessari con un percorso complesso e con molteplici passaggi. Solo alla fine si approdava al trattamento sanitario.
Il “pacchetto”, invece, consente di effettuare l'intero trattamento entrando in ospedale e effettuando visita, eventuali esami e accertamenti diagnostici (tac ed altro) fino a tornare allo specialista per ottenere la diagnosi per sottoporsi alla cura o all'operazione chirurgica. Tutto è gestito all'interno dell'ospedale, con una “procedura” guidata, senza che il paziente si debba preoccupare di nulla.
Le altre novità sono un centro per la prevenzione e cura delle malattie dell'infanzia e dell'età evolutiva (dalle allergie, ai deficit e problemi di crescita) mentre il centro di procreazione assistita è già attivo. In definitiva il Sambiasi - secondo il ruolino di marcia già nel 2012 - sarà centro di gravità per l'intera provincia di Lecce per determinate specialità. Non più il “vecchio” ospedale cui si era abituati ma un nuovo punto di partenza.
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NOTA DI FRANCESCO ANTICO
LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE
POTENZIAMENTO OSPEDALE = AUMENTO DEI POSTI LETTO
Leggiamo che gli Amministratori regionali starebbero facendo un passo indietro per quanto riguarda l’Ospedale di Nardò ed avrebbero deciso di potenziare alcuni servizi sanitari in day-surgery, che richiedono l’uso della camera operatoria e del servizio di anestesia. Si tratta di curare la cataratta, il tunnel carpale ed altre patologie che necessitano di poche ore di prestazione sanitaria, in anestesia locale.
E’ l’ennesima “bufala”! Continuano a prendere in giro i cittadini di Nardò, parlando di potenziamento dell’Ospedale, quando si tratta invece di servizi di quella ormai famosa “Casa della Salute” che vogliono farci accettare a tutti i costi.
Sappiamo tutti quanti perfettamente che per parlare di Ospedale occorre necessariamente parlare di “posti letto” ed in questo caso di aumento di posti letto nell’Ospedale “S. Giuseppe – Sambiasi” di Nardò non ne è previsto neanche uno!
I servizi di cui si parla sono prettamente ambulatoriali e vengono normalmente eseguiti in un poliambulatorio attrezzato, con la presenza del medico anestesista ed a Nardò il Poliambulatorio ce l’abbiamo, già da molti anni, nella zona 167.
Quello che non risulta nell’articolo trionfalista di cui sopra è la fonte di tale funerea notizia. Speriamo che non sia l’Amministrazione comunale di Nardò! Sarebbe il colmo!
Ci sentiamo ancora una volta presi in giro, anche se ci rendiamo conto che l’Amministrazione regionale è in chiara difficoltà nel campo del riordino sanitario, tanto da rischiare il fallimento dello stesso.
Non è accettabile che il Direttore Generale della Asl di Lecce, dott. Valdo Mellone, continui a ripetere, ultimamente in occasione di un’intervista nella trasmissione “Il Guardiano” di Canale Otto un paio di giorni fa, che per l’Ospedale di Nardò non c’è alcuna speranza, perché è equidistante per circa 15 Km da quello di Gallipoli, di Copertino e di Galatina. Farebbe bene a studiare di più la geografia, perché egli ignora che anche l’Ospedale di Copertino è ugualmente equidistante per circa 15 Km da quello di Lecce, di Galatina e di Nardò. Se spostiamo il nostro punto di riferimento, ritroviamo lo stesso difetto su ogni ospedale della provincia.
Quindi, quello che conta maggiormente è la concentrazione della popolazione, le infrastrutture viarie e la posizione geografica, oltre al grado di sicurezza delle strutture sanitarie esistenti, non trascurando il risparmio economico.
Non è possibile che un dirigente di alto grado possa commettere tali leggerezze, quando parla in pubblico, danneggiando l’immagine di una popolosa comunità come è quella di Nardò. Farebbe bene ad astenersi da tali impegnativi giudizi e svolgere semplicemente il suo lavoro di burocrate.
Tutta la comunità neritina ha subìto enorme danno, sia dal punto di vista sociale, ma anche dal punto di vista economico, per queste macroscopiche sviste e scelte esclusivamente politiche!
Facciamo comunque gli auguri a tutti, anche a coloro che vogliono perpetrare nell’errore e danneggiare, a tutti i costi, una pacifica comunità, come quella neritina, che fino ad oggi ha subìto e sopportato di tutto!
DIFENDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO
FRANCESCO ANTICO
















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