NARDO' - Ho chiesto ad un mio collega della portella del cuore di occuparsi di questa vicenda e di cercare nel suo archivio qualche foto di quel periodo ma mi ha risposto che, all'epoca, aveva solo cinque anni. Due le considerazioni da fare: una è che mi sono fatto vecchio e l'altra che la giustizia ha tempi biblici. In ogni caso sono due cose che non mi piacciono ma sto qui per raccontare ed è quello che farò anche oggi, con parole ed immagini.
C'è stato un giorno in cui è morta una parte della città (foto acanto: i primi giorni dopo il cedimento): era il 23 aprile del 1991 quando le antiche costruzioni di via Duomo subirono un grave dissesto strutturale. Un cedimento sotterraneo che stava per far collassare i palazzi e che comportò la chiusura completa della strada che rimase inaccessibile, anche agli occhi del visitatore, per oltre un decennio.
In poche ore vennero chiuse tutte le attività presenti in quella strada: un'edicola, la banca, la boutique, la biblioteca. In poco tempo si desertificò anche tutto il commercio lì nei pressi: la farmacia, il negozio di generi alimentari. Era la fine di un'arteria commerciale della città, una delle più antiche in assoluto. Secoli di vita, forse un millennio, cancellati in pochi minuti e sostituiti da un orrendo tunnel di assi di legno.
Da allora si sono susseguite le cause e perizie che hanno visto avvicendarsi diversi “colpevoli” tra i quali, per lungo tempo, gli “scavernamenti” sotterranei causati da perdite d'acqua o infiltrazioni tali da indebolire le fondamente delle antiche magioni.
Ma la causa, è stato accertato in tutti questi anni, è stata solo una: la possente centrale Telecom che un genio della lampada decise si potesse installare proprio di fronte alla facciata della cattedrale i cui primi pilastri risalgono all'anno mille. Si tratta di un edificio che contiene un potente centro di eleborazione dati che smista il traffico telefonico per i Comuni di Nardò, Galatone e Porto Cesareo. In passato ha ospitato per certo enormi condizionatori d'aria oltre che un “estrattore” che periodicamente aspira da una sala interna i gas prodotti da alcune batterie che garantiscono il funzionamento la continuità dell'energia elettrica.
Nei giorni scorsi il giudice monocratico del Tribunale di Nardò, Katia Pinto, ha condannato Telecom Italia Spa al pagamento di oltre 210 mila euro in favore del Comune, oltre ad interessi legali e rivalutazione monetaria (a decorrere dal luglio 1998) e le spese processuali.
Il giudice ha accolto integralmente la domanda proposta con l’atto notificato l'undici agosto 2003, respingendo le mille e una eccezioni proposte da Telecom Italia e da Ugf Assicurazione Spa condannando le società al pagamento in favore del Comune della somma di 211.581 euro.
Il Comune di Nardò aveva portato in giudizio il colosso della telefonia per il rimborso delle spese sostenute per provvedere agli interventi urgenti ed inderogabili effettuati per la tutela della pubblica incolumità in conseguenza del cedimento delle strutture portanti di alcuni edifici verificatosi in via Duomo. L’accertamento dell’esclusiva responsabiltà di Telecom è stato stabilito dal Tribunale di Lecce con una sentenza del 1997 confermata in appello dalla sentenza del 2010.
La storia racconta che nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1991 si verificò il cedimento di un tratto della sede stradale, provocato dalla fuoriuscita di acqua dagli impianti dell'Acquedotto, che generò la lesione delle strutture portanti di alcuni edifici limitrofi, con pericolo di crollo.
Più dettagliatamente, oggi, nella sentenza si legge che “il dissesto ebbe origine dalla fuoriuscita prolungata, dal tubo di alimentazione dell'impianto idrico a servizio dell'immobile ubicato al civico 8, di un flusso d'acqua continuo e ininterrotto, che ebbe a dilavare il sottosuolo formato da terreno di riporto nello strato superficiale, creando ampie cavità di profondità variabile, prima sicuramente inesistenti, estese al di sotto del piano stradale, nelle quali ripiegarono le strutture di fondazione degli edifici antistanti la via Duomo rimaste prive di sostegno.
Tale fuoriuscita di acqua fu provocata non da cattiva posa in opera degli impianti o da usura dei tubi legata al decorso del tempo, ma dalla rottura del tubo tranciato dalle sollecitazioni dei carichi stradali statici dinamici trasmessi dai sovrastanti manufatti Telecom”. Il sindaco Marcello Risi ha espresso viva soddisfazione per l’esito del giudizio e si è personalmente complimentato con l’avvocato Lucio Caprioli che ha ha patrocinato il Comune nella causa.
In basso la foto della riapertura della strada.
















La “Tumenica ti Pasca“(la Domenica di Pasqua) è il fulcro dell'Anno Liturgico e il culmine della Settimana Santa.
Anticamente, a Nardò, a mezzogiorno del Sabato Santo si scioglievano le campane che erano state “ttaccate” (legate, silenti) durante la celebrazione della “Coena...
NARDO' - ...ad un vecchietto? La struttura che si occupa della comunicazione del sindaco Pippi Mellone sta perdendo colpi? Dopo aver ringiovanito e rinvigorito l'immagine della sindaca di Lecce,...
17 triple schiantano Lecce. Ed al "Pala" è subito bolgia.
Il derby tra le due formazioni UNDER 13 della Dream Volley Nardò termina col risultato di 3-1 per la "Dynamick", che vince sulla "Schola Sarmenti" al termine di ben due ore di match...
Spettacolo teatrale organizzato da Cgil Lecce, Flai Lecce e Fondazione Rizzotto.