NARDO' - La corte d'assise d’appello di Lecce ribalta tutto: assolti per non aver commesso il fatto. Non furono, per i giudici, Raimondo De Simone e Giuseppe Fiorito gli autori materiali dell'omicidio di Antonio Filieri, avvenuto in via Bonfante a Nardò il 2 settembre 1997. La storia di quegli anni in una scheda.
VENT'ANNI DI FAIDE E OMICIDI. UN ELENCO TRATTO DALL'OPERAZIONE MACISTE DEL 2009
Sono 28 i fatti di sangue trattati nell’indagine svolta dai carabinieri del Ros (comandante il maggiore Fabio Bottino, vice il tenente Marco Ancora) e dagli agenti della Squadra mobile (dirigente capo Annino Gargano, vice Emilio Pellerano). Ma va anche detto, che buona parte vennero avviate dall’allora capo della «Mobile», oggi capo di Gabinetto della Questura, Massimo Gambino.
L’elenco si apre con l’omicidio di Italo Pinto avvenuto a Lecce il 12 febbraio del 1987. Della sua morte, la Procura accusa Gianni De Tommasi, Mario Tornese, Fabrizio Bernardini e Massimo Mello.
Segue l’omicidio di Luigi Scalinci, eliminato alla periferia del capoluogo il 19 gennaio del 1989. Di esso rispondono Giovanni De Tommasi, Dario Toma, Alberto Angiolillo, Domenico Antonio Calabrese, Valerio Spalluto e Mario Margarito.
Il 3 settembre dello stesso anno, a Campi Salentina, viene assassinato Valerio Colazzo e ferita Cristina Fema. Per gli investigatori, dei due fatti di sangue rispondono Giovanni De Tommasi, Dario Toma e Ciro Bruno.
La morte di Giuseppe Quarta, il cui cadavere non è stato mai ritrovato, viene fatta risalire all’11 ottobre del 1989. Del delitto sono stati già incriminati Giovanni De Tommasi, Domenico Antonio Calabrese e Francesco Taurino. Oggi si aggiungono Dario Toma, Valerio Spalluto e Ciro Bruno.
Sempre all’ottobre 1989, ma il 16, vengono fatti risalire l’omicidio di Antonio Calcagnile ed il tentato di Luigi Colapietro, avvenuti sulla Porto Cesareo-Veglie. Quali responsabili, vennero a suo tempo indicati ed incriminati Sandro Angelelli, a sua volta eliminato, e Claudio Conte. Oggi il conto viene presentato anche a Giovanni Greco.
Per la scomparsa del 5 novembre 1989 di Giovanni Corigliano, il cui corpo non è stato mai rinvenuto, vennero incriminati i fratelli Tonio e Cosimo D’Agostino. Ad essi si aggiungono ora Giovanni De Tommasi, Dario Toma ed Antonio Pulli.
Donato Erpete viene fatto fuori a San Cesario l’11 novembre dello stesso anno. Ed ai già accusati Claudio Conte ed Antonio Pulli, si aggiunge Giovanni De Tommasi.
Per l’uccisione di Francesco Calcagnile avvenuta a Galatone il 10 dicembre del 1989, rispondeva il già citato Sandro Angelelli. Ma per la Procura i responsabili sono anche Dario Toma, Adriano Franco, Claudio Conte, Cosimo D’Agostino ed Antonio Pulli.
L’altro omicidio che figura nell’elenco è quello di Maurizio Petrini di Campi, scomparso in un luogo imprecisato il 28 maggio del 1990. Secondo le indagini, la sua eliminazione fu decisa da Giovanni De Tommasi e da Tommaso Guerrieri.
Dell’assassinio di Ugo Causo e del tentativo di fare fuori anche Cosimo Basso, a Nardò il 3 febbraio 1991, risponde il solo Claudio Conte.
Ben più lunga la lista di chi è accusato di aver ammazzato, a Lecce il 15 luglio del 1991, Romolo Morello. Si tratta dei fratelli Bruno e Remo De Matteis, di Salvatore Rizzo, Luigi Catalano e Giovanni Prinari.
A Campi il 14 ottobre 1992 viene freddato Roberto Valentini. L’accusa è per Luciano Colazzo e Giuseppe Sirsi.
Giuseppe Naccimuore a Lecce il 2 gennaio dell’anno successivo, secondo poliziotti e carabinieri, per mano di Massimiliano Pagliara e Fiorello Rapanà.
Gli omicidi di Vincenzo Martena e di Paolo Spada, nonché il tentato ai danni di Gio - vanni Spada (a Carmiano il 5 gennaio 1993), vengono imputati a Marcello Dell’Anna, Pietro Leo, Giovanni Montefrancesco e Fabio Perrone.
Dell’uccisione di Ennio Zollino (a Lecce il 16 agosto 1996), rispondono Fabio Tolentino e Realino De Mitri.
Antonio Filieri, infine, viene elimimato a Nardò il 2 settembre del 1997, secondo l’accusa da Giuseppe Fiorito, Raimondo De Simone.
All’elenco mancano ancora sette tentati omicidi.
Francesco Polito sfugge alla morte per due volte, a Campi il 13 agosto del 1989 ed a Lecce il 3 marzo del 1998. Del primo episodio rispondono Giovanni De Tommasi e Claudio Conte, del secondo Dario Toma e Paolo Tomasi, e lo scomparso Giuseppe Ricciardi.
Lo stesso De Tommasi e Ciro Bruno, sono invece accusati di aver cercato di eliminare, il 22 agosto del 1989 a Campi, Antonio Palazzo.
Pietro Leo si salva dall’agguato portato il 24 ottobre del 1989 nel capoluogo, da Francesco Santolla e Mario Tornese. Massimo Nisi, sempre a Lecce ma il 12 agosto del 1996 tenta di uccidere Claudio Lodeserto. Nel luglio del 2000 a Squinzano, viene ferito Paolo Tomasi. Del fatto di sangue sono accusati Nicola Luperto e Sergio Notaro. Del tentativo di eliminare Sergio Notaro, il 28 luglio del 2000 a Squinzano, sono stati infine incastrati Paolo Tomasi e Fabio Schiavone.
















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