NARDO' - Monsignor Fernando Filograna, il nuovo vescovo della diocesi di Nardò Gallipoli, ha goduto sin da subito di una popolarità “plebiscitaria”. Mentre il resto del mondo poco sapeva, infatti, era stato già il popolo della Chiesa a dare gli elementi a Papa Francesco per la nomina del nuovo pastore della diocesi nerito-gallipolina grazie ad una sorta di “sondaggio” che ha coinvolto tutto il clero.
Sacerdoti e suore, ma anche diaconi e personalità integrate nei processi decisionali della curia neritina. Collaboratori e operatori che insieme agli ecclesiastici sono stati in qualche modo “sentiti” in un coinvolgimento della “base” che la Nunziatura apostolica in Italia utilizza per verificare il gradimento, le tensioni ideali, il comune “sentire” del territorio. Alla fine del processo, che può durare anche alcuni mesi (e così è stato anche in questo caso) la Nunziatura formula una “terna” di nomi che finisce alla Congregazione dei vescovi.
Alla fine è il Pontefice che decide ma sicuramente l'adesione plebiscitaria al nome del vicario della curia leccese ha avuto il suo peso.
Il vescovo Filograna si è rivelato immediatamente un uomo al passo con i tempi: ha l'Ipad, usa tranquillamente Iphone e tecnologia spinta. Non per caso immediatamente dopo la sua nomina tutti i sacerdoti della diocesi hanno ricevuto un singolare sms sui propri display con l'annuncio dato in prima persona proprio da lui. Un gesto semplice, se vogliamo, ma dalla immediatezza evidente. Oltre che da un pragmatismo che, a volte, non è facile rintracciare tra gli uomini ingessati dagli schemi di convenzioni e liturgie.
Intanto in curia sono già partite tutte le attività utili all'ordinazione del vescovo: la data stabilita è quella di oggi. A fine mese, in una due-giorni densa di cerimonie, l'ingresso ufficiale del vescovo Filograna nella sua nuova casa, nell'episcopio di piazza Pio XI di Nardò. Ma, soprattutto, nel cuore dei tanti fedeli che non aspettano altro se non di abbracciarlo. E di mandargli un sms di benvenuto.
















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